Fuga di cervelli: 117 mila espatri e di questi più del 40% sono giovani tra i 18 e i 24 anni (fonte: rapporto annuale del 2019  – Fondazione Migrantes). Sì, questo è un dato del 2018 e con la diffusione della pandemia i numeri sembrano essersi ridotti.

Chi ritorna a casa, chi lavora in smart working o chi trova opportunità di lavoro in remoto; ma gli italiani continuano a voler continuare ad andare via, alla ricerca di nuove opportunità, di crescita, stabilità e di un futuro migliore.

L’Italia diventa sempre di più un paese “anziano”: si riduce il tasso di natalità e i giovani (per una buona parte laureati) vanno all’estero.

Dei 117 mila italiani migrati, infatti, il 72% ha 25 anni o poco più e di questi il 32% sono laureati.

C’è un altro dato preoccupante che fa sorgere altre questioni: esiste un grande divario tra domanda e offerta di lavoro. Un fenomeno dovuto per la maggior parte dalla mancata corrispondenza tra titoli di studio ed esigenze delle imprese che hanno necessità di coprire posizioni lavorative.

Significa che da un lato ci sono sempre più giovani che non riescono a trovare posizioni lavorative attinenti al proprio percorso di studi e dall’altro aziende che non riescono a fare il salto di qualità perché non hanno menti fresche che possano ricoprire determinati ruoli.

Un grande misunderstanding che nasce da un’unica questione: non informiamo adeguatamente i nostri giovani e non investiamo abbastanza nella loro formazione.

Durante i propri percorsi di studio, spesso i ragazzi non vengono informati delle tante opportunità lavorative, che vanno ad aumentare e a diversificarsi grazie anche alla contaminazione del digitale e dell’Artificial Intelligence in tutti i settori. Allo stesso tempo sembra che non riusciamo adeguatamente ad interrogarci sulle loro doti naturali, sulle capacità e sulle prospettive future.

In questo contesto sociale sempre più divampante, la pandemia sembra poter dare un’occasione ad entrambi i fenomeni. È qui che il social lending si inserisce come chiave per poter dare un sostegno finanziario senza intermediazione e credere nella formazione dei futuri lavoratori.

Vediamo come.

Di cosa parleremo:

Il fenomeno mismatch

Come anticipato, al problema della fuga di cervelli in Italia si aggiunge il crescente fenomeno mismatch, ovvero il gap tra la richiesta delle aziende che devono assumere e le competenze che i giovani riescono ad offrire.

Secondo il rapporto Excelsior di Unioncamere, infatti, sembra che le imprese trovino difficoltà a reperire specialisti in specifici settori, in particolare quello informatico, fisico e chimico.

È chiaro che i giovani non sono neanche debitamente informati sulle opportunità di lavoro e non vengono ancora allenati all’idea di  poter trovare posizioni lavorative dal classico ingegnere, avvocato, medico e professore.

Per di più, le opportunità di crescita lavorative all’interno delle aziende negli ultimi anni sono notevolmente cambiate. Sicuramente c’è di mezzo l’impatto del digitale che sta influenzando i diversi settori, ma più nello specifico è aumentata la richiesta di figure professionali specializzate.

Ne è la dimostrazione della crescita riportata dall’ultimo report Excelsior, che per il trimestre maggio-luglio 2021 prevede più di 1 milione di assunzioni insieme a una promettente ripresa dell’economia globale.

Dati che fanno ben sperare. È il momento giusto per porre al centro del dibattito la questione fuga dei nostri giovani e trovare le strategie per farli rimanere (o tornare) in Italia. 

Smartika ha avviato una collaborazione con Boolean. Scopri di cosa si tratta.

Come la pandemia può ridurre la fuga di cervelli

La pandemia sembra dare una grande opportunità per il nostro Paese. L’emergenza Covid-19 ha, per ovvie ragioni, ridotto gli espatri dall’Italia e ha concesso a chi era già fuori di tornare nel proprio Paese, in parte per stare vicino alla propria famiglia, in parte per riscoprire la propria terra, o ancora approfittando delle opportunità di lavoro a distanza.

È infatti arrivato un grande momento per poter dare soprattutto ai giovani ragazzi l’opportunità per restare nel proprio Paese. Sarà possibile trovare occasioni di lavoro vicino alle proprie origini, offrendo corsi di formazione per coprire le posizioni lavorative di cui le aziende hanno bisogno.

Perché investire nella formazione dei giovani

L’Italia è riconosciuta a livello mondiale per le proprie competenze culturali, ma sembra che non sia capace di trattenere le menti geniali nel territorio.

I giovani sono le risorse migliori per la crescita del Paese e bisogna puntare sulla loro formazione affinché possano soddisfare le aspettative senza andare troppo lontani.

Sembra infatti che il fenomeno della “fuga dei cervelli” sia visto dai giovani come la possibilità di fare esperienza, allargare la propria mente e apprendere competenze anche in settori disparati.

I giovani vogliono conoscere, scoprire nuove mansioni e lavorare in gruppi sempre più qualificati. Le aziende allo stesso tempo hanno bisogno di investire in nuovi corsi di formazione e di allargare le proprie prospettive.

È necessario disegnare un’inversione di rotta e prestare attenzione alla promozione della formazione e alla tutela dei lavoratori. Questo andamento infatti incide senza dubbio sulla situazione sociale ed economica dell’Italia. I giovani possono essere la chiave che porta ad una crescita in termini di innovazione e creatività, e conseguentemente alla ripresa dello sviluppo.

La formazione deve essere tutelata, diversificata e accessibile: è in questo messaggio che Smartika crede molto, proponendo ai propri finanziatori soluzioni peer-to-peer che consentano ai richiedenti di prestito di proseguire o completare il proprio percorso di studi e stare al passo con i tempi. 

Per concludere

Il peer-to-peer lending (o social lending) consente ai giovani e alle loro famiglie di poter accedere a risorse economiche in maniera semplice e immediata, trovando l’occasione per completare il percorso di studi e di ampliare le proprie conoscenze.

Smartika è in prima linea in questi temi: per questo negli anni ha stretto solidi con realtà che consentono la formazione specializzata in linea con le richieste delle aziende.

Finanziare gli studi delle persone significa fare un grande passo verso il sociale. Questo è il messaggio che Smartika ispira alla propria community di finanziatori. Il nostro obiettivo è quello di voler credere nel talento di chi guiderà il nostro futuro e di investire il proprio capitale in modo sicuro e con un ritorno garantito.

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