Veloce, sicura, conveniente: la finanza 2.0 lancia la sfida a banche e assicurazioni. 

FinTech è uno dei termini maggiormente usati oggi nel settore della new economy. Ma non tutti ne conoscono il significato, la portata economica e le ragioni successo.

 

Partiamo dall’inizio. FinTech è l’abbreviazione di Financial Technology, termine che indica il nuovo segmento del mercato finanziario che sta conquistando sempre maggiori spazi di manovra rispetto ai tradizionali attori del mondo bancario e assicurativo. Un’avanzata al galoppo che fa presupporre il superamento dell’uso del denaro contante nelle transazioni finanziarie. Ne è convinto Gianluca Dettori, presidente di DPixel, società di venture capital seed stage con sede a Milano, che si occupa principalmente di supportare tecnicamente e finanziariamente le start-up del settore. A dargli ragione è il rapporto «The future of fintech and banking» di Accenture che ci riporta numeri da capogiro. Gli investimenti in start-up che operano nel settore, tra il 2013 e il 2014, sono triplicati: da 4 miliardi si è passati a 12,2 miliardi di dollari, con una crescita del 201% a livello globale nel 2014. E l’Europa si è distinta come la zona con la crescita più sostenuta, con una crescita del 215% (1,48 miliardi) guidata da Regno Unito e Irlanda (42% degli investimenti totali).

Ma chi sono i nuovi player della finanza innovativa? Essenzialmente gli attori principali di questo mercato sono piattaforme online che si occupano di transazioni finanziarie. Nuove imprese, dalla struttura molto snella, nate dalle idee di Ceo che sono riusciti ad interpretare in maniera innovativa i bisogni dei consumatori, dei risparmiatori e degli investitori. Anzi, se siete curiosi di conoscere chi sono le menti che hanno (e stanno) cambiando la finanza, vi rimandiamo all’articolo di Gabriele Malada, pubblicato su Smart Money.

Il fattore X. Come spesso accade quando qualcosa ha successo, il gioco sta nello scovarne il segreto. Nel caso della Fintech, la chiave è il fattore umano. Queste imprese hanno bisogno sicuramente di esperti di economia e finanza, ma anche, e sempre più, di giovani menti informatiche e digital. Perché sebbene il web sembri impersonale, dietro ci sono persone, principalmente giovani e, soprattutto, idee. Gli ambiti di applicazione della tecnologia finanziaria sono diversi e numerosi: crowdfunding, peer-to-peer lending, e-payment, gestione del risparmio e del portafoglio di investimenti e tutte le attività finanziarie che fino a pochi anni fa erano di esclusiva competenza di banche e istituti di credito. Questi operatori arrivano a farsi spazio non solo per la loro dirompenza, ma anche perché risultano chiaramente e oggettivamente convenienti, riuscendo a rispondere al meglio ai bisogni dei clienti: risposta assicurata e veloce a problemi di natura tecnico-finanziaria, creazione di un rapporto di fiducia tra impresa e utilizzatore del servizio offerto, analisi e proiezione delle operazioni finanziarie, portabilità e facilità di accesso attraverso i device smart, rapidità, etc.

Sono in grado, inoltre, di innovare continuamente il proprio business, investendo in nuove divisioni interne (spesso legate al mondo del digital) che integrano i servizi tradizionali offerti. Alcuni esempi dirompenti, frutto della fusione tra il tech e la finanza, portano i nomi dei giganti dell’ICT come Google, Alibaba, Amazon. O ancora il servizio di pagamento online Google Wallet, il servizio di prestiti di Amazon, o la controllata di Alibaba Ant Financial Services Group specializzata anch’essa in pagamenti online.

Un mercato che piace e convince, con un trend in crescita costante, e di cui la Community di Smartika si sente parte!

 

 

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