È ormai assodato che la crisi dovuta al Covid-19 abbia portato, a livello mondiale, una crescente richiesta di liquidità da parte delle imprese, soprattutto di piccole dimensioni.
In questo momento storico, infatti, avere in cassa il denaro che serve per pagare le spese correnti di un’azienda può fare la differenza tra il riuscire a rimanere sul mercato e il dover chiudere le saracinesche.

Abbiamo visto come il lending crowdfunding e il fintech in generale siano risorse importantissime in questo momento grazie alla loro capacità di abbattere la burocrazia e garantire prestiti veloci e sicuri a chi ne fa richiesta.

La necessità di supportare un sistema economico, quello delle PMI, che rischia grosso nella situazione pandemica, però, ha contribuito a rivedere le dinamiche del sistema dei finanziamenti a tutti i livelli, anche quelli più istituzionali.

L’esempio del Paycheck Protection Program dagli Stati Uniti

I prestiti a supporto dei piccoli business sono una risorsa imprescindibile per le aziende che hanno necessità di una boccata di ossigeno. Lo ha ben compreso la US Small Business Administration che ha inaugurato un programma che riprende molto da vicino il sistema del lending crowdfunding mettendo in connessione direttamente i finanziatori e le imprese.

Una piattaforma online permette di trovare investitori per la propria azienda allo scopo di mantenere intatta la forza lavoro e continuare a pagare gli stipendi alle persone assunte.

Anche la più istituzionale Federal Reserve ha istituito un programma chiamato Main Street Lending Program che consente di accedere a finanziamenti a tassi decisamente favorevoli, con la differenza che non esiste l’opzione “forgiveness”, quindi i prestiti, erogati dalle banche, devono essere tutti interamente restituiti.

La cosa più interessante è che entrambi questi interlocutori, la FED e la SBA, hanno mutuato dal lending crowdfunding un sistema decisamente più umano per garantire il corretto supporto alle imprese, che passa per la valutazione di tanti fattori diversi rispetto a quelli tradizionalmente presi in considerazione, per arrivare alla proposta di finanziamenti su misura, che le aziende siano poi in condizione di restituire.

L’accelerazione tecnologica

Una componente essenziale in questi processi, che hanno la finalità di salvare un intero comparto economico, è quella tecnologica: grazie ai progressi di tutto il settore fintech siamo giunti alla costruzione di un sistema in cui chiedere e ricevere un prestito è decisamente più facile e veloce rispetto a quanto potesse esserlo in precedenza.

Il Covid-19 e la conseguente crisi scatenata hanno messo in luce quanto i processi dei finanziamenti tradizionali fossero complessi da affrontare, soprattutto per imprese non molto strutturate e con una storia creditizia recente, e, quindi, ha accelerato il progredire verso strumenti tecnologici più sofisticati, già elaborati e utilizzati da player come le piattaforme di lending crowdfunding.

La possibilità di sottoporre la propria richiesta direttamente online, la semplicità con cui si possono condividere telematicamente tutti i documenti necessari, l’opportunità di far incontrare la domanda dei richiedenti con l’offerta degli investitori sono conquiste del lending crowdfunding, che rendono questo strumento unico ed estremamente performante non solo in situazioni di crisi, ma anche nella normale gestione di progetti che abbiano bisogno di somme di liquidità più o meno consistenti.

Ad oggi possiamo dire che anche le più dure riserve su questa risorsa si stanno sciogliendo, grazie anche a grandi player istituzionali che stanno andando nella stessa direzione, dimostrando, ancora una volta, che l’unione della tecnologia con l’elemento umano è vincente anche in campo finanziario.

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