La crisi dovuta al Covid-19 ha colpito duramente tutta l’economia, ma è particolarmente pesante per alcuni settori specifici che hanno visto una vera e propria contrazione improvvisa del proprio mercato di riferimento: trasporti di persone, alberghi, ristorazione, abbigliamento, tessile.

Secondo il rapporto Cerved PMI 2020 le PMI italiane che hanno resistito sono riuscite a rimanere in piedi grazie a una riduzione degli investimenti e del costo del lavoro – usufruendo della cassa integrazione – ma, senza le prospettive di un rapido ritorno alla crescita, le conseguenze su occupazione e investimenti potrebbero essere davvero rilevanti. Addirittura nei settori più colpiti la riduzione di capitale potrebbe arrivare al 10%.

Questo scenario difficile, che ha visto, soprattutto nella prima parte del 2020, una riduzione della liquidità, ha portato, però, anche a dei risvolti positivi, permettendo alle imprese e ai sistemi finanziari al loro servizio di riflettere e mettere in atto dei cambiamenti importanti per il futuro.

Cosa sta succedendo adesso sul mercato del credito?

Secondo uno studio pubblicato dalla Business Research Company, dopo una contrazione del CAGR (tasso annuo di crescita composto) del -1,9% anno su anno nel 2020, il mercato dei prestiti alle imprese dovrebbe riprendersi nel 2023 con un incremento del tasso del 6%.

In questo contesto le forme alternative di lending, come il crowdlending, stanno continuando a svilupparsi e garantiranno una linea di accesso alla liquidità che sarà vitale per le imprese nella fase di ricostruzione economica post pandemica.

Negli scorsi anni il lending crowdfunding ci aveva abituati a tassi di crescita decisamente convincenti, ma una crisi mondiale come la presente con uno scenario del tutto inedito ha fatto sorgere la domanda sul come questa forma alternativa di finanziamento possa evolvere e supportare il futuro delle imprese.

Sicuramente, come abbiamo già avuto modo di raccontare , molti imprenditori ma anche privati si sono rivolti al crowdlending nel momento in cui la contrazione di liquidità ha resto problematica la richiesta di prestiti tradizionali, incrementando così il mercato del lending alternativo.

Ma la situazione, ora, appare decisamente più articolata. La crisi, infatti, ha causato uno stop forzato che ha portato le aziende a fare profonde riflessioni sullo sviluppo del proprio business e sulla relazione con il sistema creditizio.
Inoltre, molte persone escluse dal mercato del lavoro, hanno deciso di creare imprese innovative che, essendo ancora allo stadio embrionale del loro percorso di crescita, hanno un bisogno vitale di finanziamenti.
Il peer-to-peer lending e le altre forme di finanziamento alternativo diventano, in questo momento, una risorsa chiave per tutte queste realtà, soprattutto considerando che gli istituti di credito tradizionali considererebbero troppo rischio accordare loro dei prestiti.

Il crowdlending è qui per restare

In questo complesso scenario il lending crowdfunding è diventato un vero e proprio punto di riferimento, soprattutto grazie alla sua affidabilità.
Le nuove tecnologie e regolamentazioni, infatti, fanno sì che l’intero processo di richiesta ed erogazione del prestito sia sotto controllo e che il rischio sia ridotto veramente al minimo grazie ad assessment sempre più accurati sui richiedenti.

Oltre alle imprese nascenti anche i business più consolidati si stanno avvicinando a questo strumento con sempre maggiore fiducia: le società che sono sopravvissute al periodo più duro della pandemia hanno imparato dai propri errori e si stanno riorganizzando guardando con uno sguardo nuovo anche al mercato creditizio.
Il lending crowdfunding viene sempre più scelto per la serietà e la sicurezza dei processi, regolati da una legislazione europea all’avanguardia .

Cosa succederà in futuro?

Essendo ancora nel bel mezzo di una pandemia mondiale, il futuro rimane incerto per tutti: le aziende si stanno riorganizzando, le modalità di lavoro si stanno modificando così come le abitudini delle persone e perfino le città stanno profondamente cambiando.
Tuttavia c’è una tendenza che ha accelerato il suo sviluppo in questo ultimo anno ma sicuramente resterà nel tempo: lo spostamento di gran parte delle attività sul digitale.

In questo scenario l’intero settore fintech e il lending crowdfunding in generale sono destinati a diventare delle risorse sempre più appetibili per le persone che tenderanno a gestire via web anche le proprie attività finanziarie.
Sicuramente nel 2021 le strutture bancarie tradizionali e quelle più innovative continueranno a collaborare creando servizi e prodotti sempre più a misura di cliente.

Questo trend, unito a un crescente bisogno di liquidità per imprese nuove e decisamente meno strutturate di quelle tradizionali farà sì che il crowdlending continui ad avere un ruolo di primo piano nel mercato finanziario.

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