Gli Stati Uniti e la Cina sono i mercati più grandi, attualmente, per quanto riguarda il lending crowdfunding, ma l’Europa può essere considerato quello più vitale e con più ampie prospettive di crescita.

Lo dicono i dati aggiornati allo scorso 30 settembre e relativi a 50 piattaforme di P2P lending analizzate: da inizio anno sono stati erogati 11.175milioni di euro di finanziamenti, di cui 624 milioni negli ultimi 90 giorni e 191 milioni solo nell’ultimo mese.

Cifre che fanno solo intuire la dimensione dell’impatto che questo strumento di finanza innovativa sta avendo sull’economia, soprattutto per quanto riguarda le PMI e i piccoli imprenditori.

Non è solo questione di cifre, ma anche di fiducia

I numeri, però, non sono sufficienti per descrivere un cambiamento così profondo nell’accesso al credito, nel mondo bancario in generale, nel rapporto tra la finanza e i cittadini.
Per questo è importante parlare anche della crescente confidenza che gli investitori stanno acquisendo nei confronti di questa tipologia di investimento.

Secondo una ricerca di Robo.cash, infatti, il 64.9% degli investitori europei P2P ha completa fiducia nel sistema del lending crowdfunding, in particolare il 52,3% di loro afferma di avere una considerevole parte del proprio portafoglio – oltre il 25% – investita proprio in P2P lending.

Sicuramente questa fiducia è alimentata da una sempre più attenta legislazione a livello europeo: la Commissione Europea, infatti, già dal 2018 ha presentato una proposta di legge che, una volta ratificata da tutti i Paesi, permetterà alle piattaforme di richiedere un passaporto basato su regole condivise per poter offrire i propri servizi in tutta la UE.

Una regolamentazione all’avanguardia se si pensa che, mentre le piattaforme europee generalmente sono già predisposte per aprirsi agli investitori stranieri, in USA la situazione è ben diversa e il mercato del P2P lending resta confinato solitamente entro i confini nazionali.

Un mercato aperto

Le oltre 144 piattaforme di P2P lending europee, dunque, sono aperte agli investitori di tutta l’Unione e, spesso, anche a chi proviene da stati esteri. L’eccezione è rappresentata dalle piattaforme UK che sono, per la maggior parte, riservate solo al mercato interno.


In particolare la maggioranza degli operatori che guardano anche ai mercati esteri è localizzata nei paesi baltici, da dove provengono anche diverse storie di successo per quanto riguarda il finanziamento di progetti imprenditoriali significativi e lungimiranti.

L’ostacolo delle diverse lingue parlate all’interno dell’Unione è facilmente superato e, presto, come abbiamo visto, lo sarà anche quello delle differenti tipologie di legislazione.

Molte piattaforme sono disponibili in tante lingue, dall’inglese allo spagnolo fino al lituano, proprio per mettere gli investitori a loro agio e permettere loro di comprendere a fondo tutte le dinamiche, nella massima trasparenza e collaborazione.

L’Europa sta andando verso un mercato comune del P2P lending in cui ci sia libertà per gli investitori di scegliere i progetti in cui credono di più e tranquillità per gli imprenditori di poter accedere a un credito sempre garantito.

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