Il fintech italiano è in un momento di grandissima crescita: secondo il Global fintech index, lo Stivale è il 24esimo paese al mondo come dimensione del sistema fintech e techfin con ben 345 piattaforme finanziarie innovative presenti nella penisola.

Un’evoluzione non solo a livello tecnico e di sviluppo di piattaforme e offerte, ma anche dal punto di vista degli utenti. L’EY fintech adoption index, infatti, ci dice che nel 2019 il tasso di adozione delle soluzioni fintech è cresciuto del 51% rispetto all’anno precedente.

Il panorama vede la predominanza delle startup di crowdfunding, ben 71 su 345,  seguite da quelle che si occupano di analisi dei dati, apprendimento automatico e intelligenza artificiale (35), pagamenti smart (34) e servizi di lending/credito (30).

Si tratta, per la maggior parte, di aziende molto giovani, sia perché nate in tempi recenti, sia perché sono guidate da founder di età media 46 anni e portate avanti da team che hanno, per il 56% un’età media di 32 anni.

Una crescita esponenziale quella del fintech italiano negli ultimi anni che ha portato il nostro Paese ad aver un ruolo decisamente rilevante nel panorama mondiale.

Il quinto mercato di finanza alternativa nel mondo

Dal 2016 al 2018 il valore del mercato della finanza alternativa in Italia è passato da 141 a 533 milioni di dollari, con un balzo in avanti che lo ha portato a confermarsi uno dei cinque maggiori mercati fintech europei.

Nonostante questo rapido sviluppo, però, l’Italia è passata a livello mondiale dal 12esimo al 15esimo posto in conseguenza della crescita di altri mercati con volumi di affari ancor più considerevoli.

L’invoice trading è il principale driver dello sviluppo del fintech italiano e occupa il 65% del mercato totale con 346.2milioni di dollari. Subito a seguire vediamo il P2P Business Lending, con il 14,3% del mercato e un giro d’affari di 75.9milioni di dollari, e il P2P Consumer lenidng, 13.5% con 71.8% milioni di dollari.

La finanza alternativa continua a essere un’importante risorsa per le PMI, in particolare abbiamo visto come il lending crowdfunding possa essere uno strumento ottimale per ottenere liquidità in una situazione di crisi come quella post Covid-19.

Il cambiamento avvenuto nel 2018

In conseguenza di questa crescita esponenziale del settore, nel 2018 la Consob ha reso più stringenti le norme sul conflitto di interessi, sui depositi di fondi e sulle condizioni relative alle offerte presentate attraverso le piattaforme. Una maggiore sicurezza si è pretesa anche in materia di cybersecurity, per assicurare la protezione dei dati e del denaro di chi decide di ricorrere agli strumenti di finanza alternativa.

Nello stesso anno la legge di bilancio ha introdotto la possibilità di offrire strumenti di finanziamento attraverso i portali di crowdfunding, avendo, di fatto, un impatto importante soprattutto sul P2P lending.

Il 2018, dunque, è stato un anno spartiacque per il fintech italiano che ha segnato una notevole evoluzione del mercato.

Nonostante questo il 59% delle imprese del comparto non ha apportato significativi cambiamenti nel proprio business model dopo il 2018 mentre il 48% ha deciso di modificare leggermente la propria offerta di prodotti in funzione di una maggiore maturità del mercato.

In questi anni a venire è cresciuta la consapevolezza degli investitori nei confronti dei nuovi strumenti di finanza alternativa e l’intero settore è chiamato a rispondere a sfide sempre più appassionanti.

0 Shares:
You May Also Like