Dal 2008, anno della crisi finanziaria internazionale, circa 43 milioni di investitori in tutto il mondo, secondo KPMG, hanno partecipato a progetti di finanza alternativa.

Da allora il segmento Fintech ha conosciuto una crescita pressoché inarrestabile e, al suo interno, il lending crowdfunding rappresenta una delle voci più significative.

Sebbene siano ancora le banche e gli istituti di credito tradizionali a detenere la più grande fetta del mercato dei prestiti, il lending alternativo sviluppato attraverso piattaforme Fintech specializzate, raggiungerà i 312,6 miliardi di dollari di transazioni quest’anno, con una crescita del 17% anno su anno, secondo LearnBonds.com.

Cosa succederà nei prossimi anni

Nel 2017 il P2P lending valeva circa 181 miliardi di dollari, secondo lo Statista Alternative Lending Market Outlook, ma in soli due anni il valore di questo mercato è cresciuto del 30%, arrivando a 267 miliardi di dollari nel 2019 e nei prossimi tre anni le previsioni di crescita parlano di un ulteriore 7.7%.

In questo comparto si distinguono due aree diverse: il consumer peer-to-peer lending, che, sempre secondo le previsioni, arriverà a toccare i 72,8 miliardi di dollari nel 2020, crescendo dell’11,2% rispetto all’anno precedente, e il business peer-to-peer lending, la parte più significativa del mercato, che arriverà a 219 miliardi di dollari nel 2020.

Da questi ritmi di crescita è facile predire una vera e propria esplosione del crowdlending nei prossimi tre anni, con il business P2P che, entro il 2023, balzerà a 290 miliardi di dollari erogati soprattutto a piccole e medie imprese, e il consumer P2P che varrà 100 miliardi di dollari nel 2023, quasi un terzo rispetto al comparto business.

Questo dimostra come il lending crowdfunding stia diventando sempre di più uno strumento di finanza alternativa a supporto dell’intero sistema economico e sociale e del tessuto di micro, piccole e medie imprese che, per avere la liquidità che serve per il proprio sviluppo, ricorrono sempre di più a questa soluzione piuttosto che ai tradizionali sistemi di finanziamento.

Quali sono i mercati più fiorenti

Attualmente la Cina è il più grande mercato al mondo per quanto riguarda i sistemi di lending alternativo e copre circa il 90% degli scambi mondiali con un totale di 265.7 miliardi di transazioni attese per il 2020 che arriveranno a 341 miliardi nei prossimi tre anni, nonostante le recenti stringenti norme imposte dal governo.

Il secondo player in questo big game sono gli Stati Uniti, con 33,5 miliardi di valore di mercato nel 2020, insieme alla Cina detengono il 90% dell’intero comparto globale del lending crowdfunding.

Molto lontana segue la Gran Bretagna, al terzo posto, con un valore di scambi atteso di 4.8 miliardi per il 2020. 

Nella vecchia Europa, pur con cifre decisamente ridotte rispetto ai colossi cinese e americano, si aspettano importanti livelli di crescita per Svizzera, Danimarca e Spagna, con un incremento rispettivamente del 27,4%, 23,7% e 22,9% anno su anno.

Il ruolo del lending corwdfunding nei Paesi emergenti

Le piattaforme di crowdlending, dunque, stanno crescendo vertiginosamente nei Paesi sviluppati, tuttavia ci si aspetta un incremento della popolarità del consumer peer-to-peer lending anche per i mercati emergenti, storicamente caratterizzati da un difficile accesso al credito.

Secondo la World Bank in tutto il mondo circa 1,7 miliardi di persone non hanno ancora accesso a un conto corrente e molte di loro vivono in Paesi in via di sviluppo come India, Messico e Bangladesh.

Questo provoca gravissimi problemi di accesso al credito, in mancanza di prodotti e servizi bancari sufficienti che possano supportare le imprese.

La crescita del mercato Fintech anche nei Paesi emergenti fungerà da stimolo per gli istituti bancari tradizionali che saranno spinti ad adattare i loro servizi e prodotti per andare incontro alle esigenze dei nuovi utenti.

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