Il lending crowdfunding è uno strumento relativamente nuovo che, come abbiamo visto qui, presenta livelli di crescita non indifferenti con un volume di affari che, secondo il rapporto del Cambridge Centre for Alternative Finance, nel 2017 era già di 10,44 miliardi di euro.

Le cifre, tuttavia, sono essenziali ma non sufficienti per descrivere un fenomeno che coinvolge sempre più persone e, soprattutto, che apre spiragli di sviluppo inediti per i progetti imprenditoriali che potrebbero portare considerevoli miglioramenti nella vita di una collettività, ma che difficilmente, allo stato attuale delle cose, sarebbero finanziati con mezzi tradizionali.

Le piattaforme di lending crowdfunding permettono agli utenti di prestare piccole somme di denaro a coloro che presentano un progetto e richiedono un prestito che sarà poi debitamente restituito. 

Si tratta di una forma di finanziamento nuova, particolarmente utile per privati e piccole imprese che hanno un ottimo potenziale ma rischierebbero di essere soffocati dalla mancanza di liquidità, soprattutto in una situazione di credit-cruch post crisi.

Sviluppo sociale e lending crowdfunding

Le piccole e medie imprese, ma anche le startup o i progetti nati dall’iniziativa di imprenditori coraggiosi che decidono di scommettere il tutto per tutto, sono, da sempre, i soggetti che fanno più fatica ad avere accesso ai tradizionali strumenti di fundraising.

L’esperienza dei Paesi in cui la finanza alternativa è più sviluppata dimostra che essa garantisce un accesso sorprendentemente semplificato al credito anche alle società di piccole dimensioni garantendo lo sviluppo dei business emergenti, ma anche di interi comparti di prodotti e servizi che ne beneficiano.

Il lending crowdfunding si concentra su nuove logiche di investimento che prevedono il coinvolgimento diretto di chi investe che ha la possibilità di conoscere i progetti ricevendo un duplice beneficio: quello materiale legato all’aspetto finanziario finanziario e quello immateriale del riconoscimento sociale e della soddisfazione personale.

Uno strumento che coniuga, dunque, la logica del profitto finanziario con l’attenzione alla società nel suo complesso, la quale riceve un contributo inestimabile dal sostegno dato alle imprese che ne garantiscono la crescita e lo sviluppo.

Nel lending crowdfunding l’impatto finanziario è importante tanto quanto quello sociale: i finanziatori diventano dei veri e propri sostenitori di un progetto dopo aver valutato attentamente le idee e i valori che ne sono alla base.

Il caso delle imprenditrici musulmane

Il mondo musulmano ha delle potenzialità immense dal punto di vista finanziario: 1.6 miliardi di persone al mondo sono musulmane e contribuiscono per il 16% al PIL globale, con una crescita annuale del 6%, entro il 2020 si stima che gli asset totali disponibili sul mercato finanziario islamico ammonteranno a tre mila miliardi di dollari.

Nonostante tutto questo, però, nei paesi a maggioranza musulmana ancora sette persone su dieci non hanno un conto corrente bancario. In particolare le donne sono tagliate fuori dal sistema bancario e creditizio e questo impedisce loro di accedere ai capitali necessari per finanziare il proprio business, di qualsiasi dimensione esso sia.

A questo si sommano difficoltà sociali e barriere culturali che rappresentano degli ostacoli apparentemente insormontabili per lo sviluppo di una solida imprenditoria femminile. Le donne, oltre ad essere generalmente pagate meno come in molti Paesi del mondo, devono anche fronteggiare limitazioni di altro tipo relative, ad esempio, alla proprietà o alla possibilità di viaggiare per lavoro.

Gli strumenti fintech, uniti alla competenza di organizzazioni non governative che da anni si occupano di supportare la crescita dell’imprenditoria femminile, possono fare molto per cambiare la situazione.

Il microcredito, ad esempio, può ricevere grande impulso dagli strumenti finanziari alternativi, come il lending crowdfunding accuratamente modellato secondo i principi della finanza islamica che vietano le speculazioni sugli interessi e promuovono la condivisione del rischio.

Alcune ONG, come Islamic Relief, lavorano proprio per supportare le piccole imprenditrici educandole all’utilizzo di strumenti di finanza alternativa, oltre che formandole su questioni riguardanti i loro diritti e la loro salute.

In questo modo le donne riescono ad accedere ai capitali che permettono loro di coltivare i propri business contribuendo in maniera attiva al sostentamento della famiglia e all’educazione dei figli. Inoltre, le donne che sono riuscite a realizzare il proprio progetto sono maggiormente inclini ad aiutare altre donne a padroneggiare gli strumenti finanziari alternativi, tra cui il lending crowdfunding, i quali, in questo modo, contribuiscono a creare un circolo virtuoso sempre più ampio e inclusivo.

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