Facilità, trasparenza, fiducia, progettualità e ascolto. Ecco le parole chiave del prestito tra privati

Concetti che guidano il viaggio di Smartika dentro l’essenza delle piattaforme di p2p lending dedicate ai prestiti. Piattaforme che non potrebbero esistere se non alimentate dalla fiducia reciproca tra chi presta e chi ottiene credito e che puntano tutto su un’esperienza di uso semplice, snella, trasparente, online

 

Facilità, trasparenza, fiducia. Se dovessimo sintetizzare in tre parole chiave l’esperienza del credito al consumo erogato da piattaforme come Smartika, useremmo queste. Senza scordare progettualità e ascolto.

Il carattere distintivo del p2p lending è innanzitutto la costruzione di un’esperienza di acquisto del tutto nuova, basata su un modello inedito e differente da quello bancario. Perché molto spesso nasce proprio per superare i limiti della banca.

Ovvero lunghe attese per avere un riscontro in merito all’esito di una domanda di credito, file agli sportelli, viaggi per raggiungere la sede, decine di documenti da sottoscrivere o produrre e lungaggini che, anche quando il prestito dovesse andare a buon fine, lo potrebbero rendere, a quel punto, inutile. Senza considerare che in banca gli orari di apertura delle filiali sono rigidi e difficilmente superano il primo pomeriggio.

Il FinTech è l’esatto opposto: un canale aperto 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, firme elettroniche (zero carta), costi chiari e nessuna sorpresa. Abbiamo individuato le cinque parole chiave per definire noi stessi e il modello che rappresentiamo:

 

  • Trasparenza. Il FinTech si è guadagnato sul campo, nei suoi dieci anni di vita – considerando le prime piattaforme nate in Gran Bretagna – la fama di essere un luogo dove tutto è dichiarato in termini di condizioni, costi, interessi. Un ambiente trasparente, dove ogni informazione è fruibile in pochi e semplici click. Questo è particolarmente evidente in tema di commissioni. Le piattaforme non hanno costi di intermediazione da ribaltare sul cliente finale e inoltre, utilizzando tecnologie disruptive per valutare il merito di credito dei richiedenti, riescono a ottimizzare i propri costi risultando spesso più convenienti rispetto agli istituti di credito tradizionali per specifici target di prodotto. Le banche se ne stanno accorgendo anche in Italia dove il tema della collaborazione con le FinTech sta diventando mainstream.
  • Facilità. Il FinTech è il settore che trasforma la finanza, attraverso l’utilizzo della tecnologia, in qualcosa di friendly per l’utente. Questo significa snellimento della burocrazia che caratterizza la banca e comporta una user experience totalmente diversa e nuova rispetto a quella allo sportello. I portali sono sempre accessibili, la procedura per richiedere un prestito necessita solo di circa dieci minuti dal momento in cui si clicca su “chiedi un prestito” e di fornire qualche dato (di norma quelli anagrafici, la foto di un documento di identità e del codice fiscale da inviare insieme a un selfie, la dichiarazione dei redditi e l’Iban). Nelle successive 24-48 ore dalla ricezione della richiesta la piattaforma è in grado di dare l’esito per erogare il denaro sul conto del cliente in circa 3 giorni.
  • Progettualità. Nel rapporto che si instaura tra creditore, debitore e piattaforma è insita una prospettiva di lungo periodo. Anche se parliamo in generale di prestiti non superiori ai 75mila euro e di tempi di pagamento che non vanno di norma oltre i cinque anni, entrare nel circuito del p2p lending comporta un atteggiamento paziente e progettuale. Tutto il sistema si basa su una sorta di patto morale tra chi presta e chi riceve credito: il primo, con la sua scelta di investimento, ha un impatto non irrilevante dal punto di vista sociale; il secondo si impegna a sua volta a restituire quello che ha ricevuto da un privato in cui si identifica.
  • Fiducia. È chiaro che questo sistema, per funzionare in maniera corretta, debba avere al centro un asset fondamentale: la fiducia. Un concetto che sta nella definizione stessa di p2p lending, il prestito tra pari e che fa parte del suo spirito originario. Nel momento in cui presto sulla piattaforma a un individuo come me, gli sto dando fiducia. E nel momento in cui ottengo dalla piattaforma il prestito richiesto e mi impegno a restituirlo secondo un piano di ammortamento concordato, so che dall’altro lato a ricevere le rate c’è una persona come me. Solo alimentando questo circolo virtuoso di fiducia il FinTech può esistere.
  • Ascolto. Il FinTech nasce per assecondare una domanda emergente nel mercato. Una società sempre più frenetica dove tutti acquistano oggetti, viaggi, cibo e lavorano online. A un certo punto ci si è chiesti perché gli unici ambiti che sfuggissero a questa semplificazione fossero quello finanziario e quello pubblico (sul quale però la strada è ancora lunga). Se esistono le piattaforme di p2p lending è per rispondere a questa richiesta. E nel farlo, i portali garantiscono chi si affida loro e alimenta il circuito della fiducia, offrendo ogni garanzia possibile.

 

È evidente, quindi, che non parliamo di un business privo di controlli e sovrastrutture (come sarebbe possibile pensare in maniera pregiudizievole) ma di società che per legge sono inquadrate come istituti di pagamento, sottoposti alla vigilanza e autorizzati da Banca d’Italia, esattamente come le banche.

Pubblicato in Aggiornamenti


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