Uomo, tra i 35 e i 60 anni, diplomato ed empatico: ecco l’identikit di chi richiede credito online

Una recente Survey realizzata da Smartika per approfondire la conoscenza dei suoi borrower rivela che la stragrande maggioranza ha un lavoro dipendente (solo il 10% è in proprio) e si rivolge alla rete dopo aver sperimentato la poca flessibilità, l’opacità e le lungaggini di alcune banche. Cerca liquidità per far fronte a esigenze pratiche e immediate e apprezza il contesto empatico e di mutuo soccorso che caratterizza il Fintech. Ecco tutti i risultati

 

Uomo, tra i 35 e i 60 anni, con un livello di formazione elevato, si informa prevalentemente online e sceglie il P2P lending per la possibilità di pagare a piccole rate quando ha esigenze di liquidità da soddisfare. Questo è l’identikit del richiedente di Smartika secondo l’ultima Survey quali-quantitativa realizzata dalla piattaforma.

 

Più in dettaglio, il 70% dei borrower di Smartika è uomo (le donne sono poche, ma più che tra i lender); la netta maggioranza ha – ha avuto – un lavoro dipendente: per il 44,8% ha una posizione da impiegato mentre il 24% è composto da operai e il 9% da pensionati. Solo il 10% è rappresentato da lavoratori autonomi. Oltre la metà ha un diploma, il 17% una laurea (triennale o magistrale), il 7,8% ha conseguito un master.

I canali di informazione che privilegia sono i browser Internet (oltre il 50%) e gli articoli online (20%), seguiti dal passaparola. Il motivo per cui richiede un prestito a Smartika, più di frequente (45%), è la mancanza di liquidità per far fronte a necessità pratiche nel breve termine; oltre il 40% però sceglie il portale perché offre la possibilità di pagare a piccole rate. E se un terzo dei richiedenti mostra perplessità per un modello di offerta nuovo, una quota simile si aspetta di avere a che fare con un processo più snello e il 22% di poter beneficiare di tassi di interessi migliori. Solo il 13% si aspetta che online sia più facile ottenere liquidità che in banca.

 

La ricerca di liquidità online scaturisce per lo più dalla necessità di fare un acquisto importante che non può essere rimandato (dallo scooter al funerale di un parente, dalla casa di cura per i genitori al divorzio o coprire un altro debito: insomma, in tutti i casi, esigenze pratiche e immediate).

 

Fin qui i dati quantitativi. Che però dicono molto anche sulla qualità del borrower tipico di Smartika: che è socievole e generoso, con una forte attitudine al problem solving; crede nell’aiuto reciproco tra le persone e nel contatto umano e non vuole far mancare nulla alla propria famiglia. O meglio, vuole garantire il necessario, ma anche qualche lusso alle persone che vivono con lui e a se stesso, senza correre rischi eccessivi. Proprio per questo, quando acquista un bene o un servizio, preferisce pagare poco per volta per non esaurire la cifra disponibile sul conto corrente e conservare dunque un cuscinetto di emergenza.

Il borrower di Smartika è alla ricerca di onestà e trasparenza: richiede che non si sorvoli su dettagli o, peggio, si nascondano clausole che cambiano la sostanza di un contratto. Nel contempo è molto attento al rispetto della privacy e vuole che i dati personali siano gestiti in modo impeccabile e che non vengano condivisi senza consenso esplicito. Cerca inoltre contenuti informativi sulle varie tipologie di prestito, in modo da sapere esattamente qual è la soluzione migliore in base alla singola esigenza.

Il nostro borrower naviga quotidianamente su Internet, ma lo fa con moderazione. Usa Facebook con una certa regolarità e ha un profilo Instagram che aggiorna saltuariamente. Legge quotidiani e riviste, ma scopre molte informazioni di attualità chiacchierando con amici e colleghi, poi torna a casa e approfondisce l’argomento su Internet.

 

Insomma, prima di effettuare una scelta pondera attentamente e raccoglie tutti i dati utili a fare la cosa più giusta per lui. Pragmatico e spontaneo, in passato ha chiesto prestiti in banca, soffrendo un po’ l’ambiente asettico e reverenziale, a volte inquisitorio, lontano dalla sua personalità e dal suo carattere. Sa inoltre che i tempi per ottenere un prestito bancario sono lunghi, mentre nel momento in cui si rivolge a una piattaforma di lending cerca liquidità immediata, e quindi vuole un prestito veloce, facilmente accessibile e con meno burocrazia, caratterizzato da una esperienza completamente digitale e a tassi vantaggiosi. D’altro canto, crede di trovare nel FinTech anche un contesto più caloroso ed empatico.

Pur nutrendo, magari, qualche perplessità sul meccanismo su cui si basa il P2P lending è attratto dal modello umano, basato sull’aiuto reciproco tra le persone, che le piattaforme propongono. Un modello in cui c’è rispetto e comprensione per la persona anche se, per qualche motivo, dovessero esserci dei problemi.

 

Vale la pena sottolineare, infine, che solo il 10% dei borrower approda al FinTech dopo essersi visto rifiutato un prestito in banca. Insomma, per la netta maggioranza, il prestito tra pari è una prima scelta consapevole e soppesata con attenzione, basata sul valore aggiunto che offre – non solo economico ma anche umano.

Pubblicato in Aggiornamenti


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