I prestiti personali segnano +7,2% nei primi nove mesi del 2019. Famiglie alla ricerca di un’esperienza di acquisto semplice e veloce

Le rilevazioni di Crif mettono in luce la solidità della propensione al consumo dei privati, che può continuare a sostenere il Pil. Il p2p lending ha una grande occasione per cavalcare questo trend.

 

Mentre l’industria italiana continua a segnare dati negativi, con gli indici fiducia in discesa (in particolare i PMI, che misurano le intenzioni di acquisto dei manager e stazionano tutti, da almeno tre trimestri, sotto la soglia dei 50 punti, dato che indica contrazione), i consumi sembrano essere rimasti l’unico sostegno per la crescita del Pil.

Allora potrebbe far scattare l’allarme il segno meno rilevato da Crif nel suo ultimo Barometro: a settembre le richieste di prestiti personali sono risultate in calo del -1,0%. “A questo riguardo – scrive Crif – va evidenziato come l’ultima variazione negativa risalisse addirittura al febbraio 2016 per cui sarà interessante verificare con le prossime rilevazioni se si tratta di una frenata occasionale oppure di una vera e propria inversione di tendenza”.

I numeri, in ogni caso, sembrano indicare un diverso trend di lungo periodo. Sia quelli di settembre che indicano un aumento delle richieste (includendo anche i prestiti finalizzati) del 2,5% anno su anno, sia quelli dei nove mesi che collocano l’incremento a ben il 7,2%. Nel solo mese di settembre i prestiti finalizzati (ossia destinati all’acquisto di beni e servizi quali auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, viaggi), hanno fatto segnare un incremento del +5,5%. La spiegazione del calo dei prestiti personali potrebbe stare nelle parole di Simone Capecchi, Executive Director di CRIF, secondo cui “per rispondere in modo efficace alle esigenze dei consumatori, le aziende di credito stanno sviluppando non solo offerte sempre più mirate ma anche processi di erogazione veloci, semplici e a portata di click. Sul mercato risulterà vincente chi saprà offrire ai propri clienti la migliore customer experience, elemento quanto mai fondamentale per un miglior posizionamento nell’arena competitiva”.

Come è ovvio desumere, in questa corsa il p2p lending è in pole position ed è già in grado di offrire alle famiglie l’esperienza completamente digitale e i tempi snelli con zero burocrazia a cui gli erogatori di credito tradizionali stanno ancora lavorando.

Nonostante le incertezze che emergono dai dati – sia interne al mercato italiano sia esterne, tra trade war e Brexit – il trend di medio periodo delle famiglie sembra improntato al consumo. È sempre Crif a darne una misura https://www.crif.it/area-stampa/comunicati-stampa/2019/settembre/mappa-del-credito-primo-semestre-2019/: “nel primo semestre 2019 emerge che quasi 4 italiani su 10, più precisamente il 39,4% del totale della popolazione maggiorenne residente in Italia, risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo (+8% rispetto ad un anno fa) mentre a livello pro-capite mensilmente vengono rimborsate rate per un importo pari a 344 euro (-1,5%)”.

Mediamente i soggetti attivi nel credito hanno un indebitamento residuo di circa 33mila (in calo del -1,8% rispetto alla corrispondente rilevazione del 2018) in virtù del peso ancora rilevante dei mutui nel portafoglio degli italiani.

Anche nel semestre la categoria di prestiti più richiesta risulta essere quella dei finalizzati, che hanno un peso del 45,5% sul totale. I prestiti personali, che si legano alla progettualità delle famiglie, risultano secondi in classifica con una incidenza del 32,8%. Infine, i mutui sono al terzo posto, con una fetta del 21,7% sul totale.

Nel complesso, la regione con la quota più elevata di popolazione maggiorenne con almeno un rapporto di credito attivo è risultata essere la Toscana, con il 44,2% del totale, che precede Sardegna (con il 43,2%) e Friuli-Venezia Giulia (con il 42,9%). Seguono il Lazio (con il 42,3%) e la Valle d’Aosta (con il 41,8% della popolazione).  All’estremo opposto del ranking nazionale si colloca il Trentino Alto Adige, regione in cui solamente il 20,2% della popolazione risulta avere almeno un rapporto di credito attivo, preceduta dalla Basilicata (con il 32,1%) e dal Molise (con il 33,8%).

Ma Molise e Basilicata sono le regioni dove, al contrario, abbondano i prestiti personali (che sono rispettivamente il 37,2% e il 36,6%), mentre la Toscana e la Lombardia chiudono la graduatoria nazionale con il 29,9% e il 30,3%.

Pubblicato in Aggiornamenti


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