Uomo, tra i 38 e i 64 anni, digitalizzato e curioso, oltre che un investitore preparato: l’identikit del prestatore di Smartika

Per aumentare l’interesse verso l’investimento in prestiti personali online è necessario puntare sulla trasparenza e su una user experience sempre più piacevole. Ecco i profili di chi ha già scelto di investire con Smartika

 

Uomo, età tra i 38 e i 64 anni anni, digitalizzato e curioso, in cerca di investimenti redditizi per bilanciare un portafoglio di strumenti tradizionali che sempre meno hanno capacità di produrre reddito.

È in estrema sintesi l’identikit del prestatore di Smartika, costruito su un campione di 6.500 individui che si sono rivolti fino a oggi alla piattaforma per finanziare altri individui.

Tuttavia, al di là di alcune caratteristiche di base, comuni per tutti i prestatori, ci sono differenze anche rilevanti tra individui con diversi tratti demografici e psicografici, il che ci porta a definire non un singolo profilo ma due.

Prima di dettagliarli, vediamo quali sono i tratti comuni: la maggior parte degli intervistati investe un piccolo importo, che induce il lender a non ragionare troppo né sulle aspettative né su eventuali perplessità. Si tratta cioè di un acquisto spinto dalla curiosità in cui, proprio per l’esiguità dell’impegno economico, i dubbi non influiscono più di tanto. Tutti gli intervistati dichiarano di essere venuti a conoscenza di Smartika e del prestito tra privati tramite canali tradizionali (leggendo un articolo di giornale, un articolo online oppure chiacchierando con un conoscente) e successivamente di aver approfondito l’argomento online.

Al fine di conoscere meglio i suoi clienti Smartika ha recentemente commissionato una ricerca da cui è emerso che i profili del prestatore di Smartika sono due, distinti in base all’età e soprattutto in base comportamenti del buyer. Eccoli:

Il pioniere: ha meno di 40 anni e una mentalità aperta, curiosa, attratto dalla tecnologia.

È una persona curiosa, che coltiva tanti hobby, tra questi il trading online. È incline all’innovazione e alla sperimentazione, si interessa e partecipa a progetti di crowdfunding e ad altri progetti collaborativi su internet, come Wikipedia e le local guides di Google Maps.

È un innovatore e non teme gli esperimenti. Gli piace scorgere il potenziale di nuove idee e investe nei progetti che crede possano cambiare lo “status quo”, che possano diventare delle piccole rivoluzioni. Si tratta di un individuo digitalizzato, che fa recensioni sui social, investe in criptovalute ed è disposto a rischiare e anche a perdere qualcosa nel processo. Svolge in autonomia sia la fase di raccolta delle informazioni sia le scelte. Cerca informazioni precise, chiare e concrete e vuole che siano facilmente accessibili. Quando valuta di aderire a un progetto nuovo gli piace leggere contenuti che contestualizzino l’iniziativa in uno scenario che allarghi l’analisi. È un investitore preparato che ha dimestichezza anche con gli strumenti di investimento tradizionali e si aspetta un guadagno commisurato all’entità dell’investimento e al rischio corso. Cerca un modo per diversificare l’investimento e un’alternativa alle banche che sia più remunerativa. Desidera un tipo di investimento che sia semplice e comodo da gestire. Vuole avere la possibilità di investire facilmente e senza troppa burocrazia cifre anche molto basse, per sperimentare e valutare successivamente i risultati.

 

Il ponderato: ha un’età superiore ai 60 anni, un livello di digitalizzazione meno elevato e ha bisogno di ricevere molte informazioni dettagliate e precise prima di prendere una decisione o procedere con un investimento. Dunque, prima di ogni decisione soppesa i pro e i contro con minuzia: se fa un salto nel vuoto, è perché sa di atterrare sul morbido. Allo stesso tempo, è curioso e attratto dalle novità. Legge, si informa, assiste a conferenze. Mira al miglioramento continuo, pertanto sperimenta alla ricerca di soluzioni di investimento più efficaci. Ha una condizione di stabilità economica e personale e vuole dedicarsi alle attività che ama per cui, quando acquista un prodotto o un servizio, predilige la comodità, la semplicità e la sicurezza e tutto ciò che gli eviti perdite di tempo. Nel caso degli investimenti segue la logica del “rischio calcolato”: appartiene alla generazione dei Bot-people, è dunque un investitore tradizionale che ha prediletto investimenti poco remunerativi e a basso rischio. Accetta di provare uno strumento di investimento nuovo, a patto che sia semplice e facile da gestire e che soddisfi il proprio desiderio di non perdere (più che quello di guadagnare tanto).

Tuttavia, se uno strumento alternativo di investimento promette un rendimento superiore a quello che garantirebbe un istituto bancario (per esempio, per mancanza di intermediazioni) è disposto a rischiare. È attratto dalla tecnologia ma, quando acquista un servizio online, ha paura che il suo livello di competenza sufficiente per una comprensione completa del processo. Dunque, preferisce sentire anche le esperienze e i punti di vista di altre persone, ma poi approfondisce in autonomia e prende le decisioni da solo. Soprattutto per quanto riguarda gli argomenti economici: ha un po’ di pudore nel parlare dei propri soldi con altre persone. In tema di risparmi, vuole averne un controllo consapevole e cerca un investimento in cui i suoi risparmi vengano tutelati e in cui lui venga seguito.

In generale, l’interesse dei prestatori verso il P2P lending sta aumentando in questo momento storico in cui il mercato italiano segnala una forte crescita in termini di erogato. A giugno 2019, il P2P lending dedicato agli individui ha segnato un nuovo record trimestrale con un erogato di 38,6 milioni di euro di nuovi prestiti, in aumento del 13,9% rispetto al trimestre precedente e del 54,8% anno su anno. Lo rileva P2P Lending Italia https://www.p2plendingitalia.com/prestatore/212-2-trim-2019 che segnala anche che, in totale, le piattaforme dedicate ai prestiti personali hanno raggiunto la quota di 281 milioni – distribuiti su 37.628 prestiti – su un totale erogato, comprendendo anche i prestiti alle imprese, di 1,856 miliardi di euro. Le piattaforme sono, quindi, pronte ad allargare il proprio bacino di utenti, migliorandosi costantemente, offrendo, in particolare, sempre più trasparenza, informazioni complete e dettagliate, facilmente fruibili, sul prodotto e anche sul mercato. Ma anche garantendo una user experience che sia all’altezza di altre app a cui ormai siamo abituati in settori diversi, dall’e-commerce ai viaggi.

I profili del prestatore sono stati al centro dell’intervento di Rosy Alaia, CEO di Smartika, in occasione della presentazione del  4° Report Italiano sul Crowdinvesting che si è tenuta a luglio, al Politecnico di Milano. Rosy è stata una delle relatrici del panel “lending” nel corso del quale ha raccontato del mercato dedicato ai privati e, in particolare, dell’esperienza di Smartika nell’analisi dei potenziali lender e di come sia possibile ampliare la platea degli investitori. È possibile vedere l’intervento tramite il canale YouTube del MIP: https://www.youtube.com/watch?v=nEcRDzd0Idg&feature=youtu.be

9 agosto 2019

 

 

Pubblicato in Aggiornamenti


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