Il consumer lending italiano eroga 38 milioni nel secondo trimestre (+54% anno su anno)

A giugno 2019, il volume da inception sale a 280 milioni in un mercato dominato dai prestiti alle Pmi (che valgono oltre mezzo miliardo). I driver della crescita sono la contrazione del credito da parte dei canali tradizionali e la ricerca di rendimenti in un mondo a tasso zero. Smartika tra le key platform secondo Altfi

Il P2P lending italiano continua a macinare record. I dati del secondo trimestre sono stati appena pubblicati da P2P lending Italia https://www.p2plendingitalia.com/prestatore/212-2-trim-2019 e mostrano un erogato complessivo tra aprile e giugno di 337 milioni di euro, in aumento del 97,4% rispetto allo stesso trimestre del 2018 e del 7,6% rispetto a marzo.

Tutti i segmenti del comparto hanno segnato crescite record: in particolare il lending alle persone, in cui si inserisce Smartika, ha erogato 38,6 milioni di euro di nuovi prestiti (+139% rispetto al trimestre precedente e +54,8% rispetto al secondo trimestre del 2018). E se il montante complessivo erogato da inception si avvicina ai due miliardi di euro (1.856 milioni per la precisione), con una crescita trimestre su trimestre del 23% e anno su anno del +142%, il segmento dei prestiti personali ne presidia un sesto: 281,8 milioni, erogati a 37.628 individui, di cui oltre 5mila nel secondo trimestre, con un ticket medio di 7.613 euro.

Il che ci porta alla prima specificità del mercato italiano rispetto all’Europa: la parte del leone, nel nostro Paese, la fanno le imprese che alle piattaforme FinTech hanno finora chiesto 1,574 miliardi di euro. Un fatto che non sorprende in quanto le imprese sono le più colpite ancora oggi dal credit crunch che Banca d’Italia misura, solo nel 2018, in 50 miliardi di euro, a danno soprattutto delle aziende piccole e micro.

Nell’Europa ex UK, invece, secondo quanto riporta il report State of the Market di AltFi, l’industria del lending, che nel 2018 ha erogato 3,32 miliardi di euro chiuderà il 2019 a 4,9 miliardi (dati Brismo), in un mercato dove “il consumer lending rappresenta la fetta più rilevante del settore nel complesso” con un valore stimato di oltre 3,7 miliardi di euro https://brismo.com/2019-eu-origination-projections/. Il ritmo di crescita dopo gli eccessi dei primi anni si assesterà intorno al 50% annuo. AltFi cita Smartika tra le piattaforme chiave del contesto italiano.

Insomma, il 2019 si appresta a diventare un nuovo anno d’oro per i prestiti disintermediati ed è la stessa P2P Lending a prevederlo notando che a metà anno i nuovi prestiti sono di ammontare pari a quello dei primi nove mesi del 2018.

A determinare questo trend ci sono una serie di dinamiche che si rafforzano a vicenda. La prima è la crescente propensione degli italiani per i canali online: secondo l’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano (che ha realizzato un’indagine su 46 banche e i principali provider tecnologici e startup del mercato) sempre più italiani accedono ai servizi bancari attraverso canali online e ben in un caso su cinque lo fanno dal loro smartphone o tablet. Cala il numero degli sportelli di qualsiasi tipo (-5% in un anno) e, in particolar modo, delle filiali (-7%, come indicato da Banca d’Italia), ma aumentano quelle con postazioni self-service da cui i clienti possono usufruire di servizi in autonomia, che rappresentano ormai l’11% del totale. E otto sportelli automatici su dieci sono di livello “evoluto”, con la possibilità di effettuare anche versamenti, o multifunzione, con pagamenti o ricariche. Un tratto che va decisamente a favore anche del FinTech che offre la medesima esperienza d’uso digitale ed evoluta per il settore dei prestiti.

Il secondo elemento che favorisce il FinTech è da rintracciare nell’evoluzione del credito: l’ultima edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia https://www.crif.it/area-stampa/comunicati-stampa/2019/giugno/46-edizione-osservatorio-assofin-crif-prometeia/ rileva, pur in un panorama generalmente positivo (con il comparto che ha segnato una crescita del 6,3% nel 2018 e del 9,4% nei primi tre mesi del 2019), un rallentamento del ritmo dei prestiti personali che, dopo tre anni di crescita a doppia cifra (con una media del 14%), registrano un aumento del 5%, che “riflette il modesto incremento della componente di nuovi prestiti”. Un trend che potrebbe essere compensato dal canale del peer to peer.

Sul fronte dei prestatori, infine, la ricerca di rendimento spinge sempre più verso strumenti alternativi: soprattutto nell’area euro i bond sovrani sono sempre più a tasso zero e, più in generale, nel mondo ci sono oggi in circolazione circa 13 trilioni di dollari di obbligazioni quotate con rendimento a scadenza negativo. Le Borse, dal canto loro, pur segnando rally importanti, hanno livelli di volatilità estrema in un ambiente che si annuncia sempre più incerto e, dunque, poco adatto a investitori retail. Un investimento come il p2p lending che offre rendimenti sostenuti in un ambiente a rischio controllato, rappresenta una buona e apprezzata fonte di diversificazione. Come confermano i numeri.

 

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