Prestiti personali: richieste record a marzo. Aumentano gli importi medi e la durata dei piani di rimborso e cresce la domanda degli under 35

I numeri dicono che la fiducia delle persone sul futuro è ancora solida: per il p2p lending è un’occasione importante per intercettare soprattutto le richieste dei Millenial, che prediligono i canali digitali e le formule agili 

 

L’Italia del credito ha due velocità. Se i prestiti alle imprese continuano a perdere terreno – secondo Bankitalia negli ultimi dodici mesi sono stati erogati 50 miliardi in meno alle PMI – quelli alle persone segnano il record degli ultimi sette anni. Lo afferma il Barometro Crif https://www.crif.it/area-stampa/comunicati-stampa/2019/aprile/barometro-prestiti-marzo-2019/ aggiornato al primo trimestre 2019 e relativo alle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane (nell’aggregato di prestiti personali e prestiti finalizzati, ovvero quelli accessi presso rivenditori di beni o servizi allo scopo di dilazionare il prezzo di acquisto). In media le richieste hanno fatto segnare un incremento dell’11,5% anno su anno. Non solo: a marzo si è registrato il numero di richieste più elevato in termini assoluti dal 2012 ad oggi.

 

Ma non è l’unica notizia positiva: è aumentato tra gennaio e marzo anche l’importo medio richiesto (+1,8%) con un valore medio unitario che si è attestato a 9.925 euro e sopra i 10mila se si scorpora il solo mese di marzo.

 

Sono stati i prestiti personali a guidare il trend, segnando una media di 13.052 contro i 7.202 euro dei prestiti finalizzati. La distribuzione per fascia di importo, inoltre, mostra uno spostamento delle richieste verso i valori più alti: +0,6% per i prestiti sopra i 10mila euro mentre ritracciano quello inferiori ai 5mila (-0,8%), che resta però la più ampia raccogliendo il 42% delle richieste totale. Mentre il 20,3% si concentra nella fascia tra 5 e 10mila e il 24,6% tra 10 e 20mila euro.

 

Tutti numeri che disegnano uno scenario in cui la fiducia dei consumatori è ancora alta, nonostante l’indebolimento dell’economia segnalato da tutti gli indicatori principali e gli allarmi lanciati da Ocse e Fmi. E che proiettano una luce rosea anche sulle prospettive del p2p lending, che si pone alternativa alle forme tradizionali di erogazione di credito al consumo.

 

Ma torniamo ai numeri. Quanto alla durata dei prestiti, quella privilegiata è la classe superiore ai 5 anni, con il 28,2% del totale e un incremento anno su anno dell’1,1% punti. Al contrario, si rileva una nuova contrazione per la classe di durata inferiore ai 12 mesi, che passa al 14,5% del totale.

 

Un’ultima novità rilevante è la crescita della quota di richieste da parte di under 35 che incidono per il 22,7% del totale, avendo quasi raggiunto la fascia 45- 54 anni che copre il 25,3% del totale, seguita da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 22,5%. Un dato rilevante in assoluto perché conferma l’ingresso sempre più massiccio dei Millenial nel mondo della finanza, con tutta la rivoluzione sul fronte dell’offerta che questo ingresso rappresenta.

 

Secondo il Millenial Disruption Index https://www.bbva.com/wp-content/uploads/2015/08/millenials.pdf, oltre la metà dei Millenial ritiene che la propria banca non offra nessun valore aggiunto rispetto alle altre banche e uno su tre si dichiara pronto a cambiare istituto anche nell’immediato. Di più: il 33% dichiara che non avrà neppure bisogno di una banca in futuro e il 73% considera più interessanti servizi proposti da Google, Amazon, Apple, PayPal. Insomma, tutto sembra favorire in un futuro ormai prossimo, il FinTech.

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