I prestiti? Non sono tutti uguali. Ecco le differenze tra prestiti finalizzati, prestiti personali e carte revolving

Possono sembrare “tutti uguali”: meccanismi simili, procedure analoghe, stesse finalità. In realtà, sono uno diverso dall’altro. E le differenze non sono né poche né insignificanti. Stiamo parlando dei prestiti.

 Esistono tanti tipi di prestito, ognuno dei quali dotato di caratteristiche specifiche.

Il primo, sostanziale elemento di diversità tra i vari tipi riguarda il tasso di interesse, vale a dire il costo del denaro prestato (in parole ancora più povere, il rendimento che ottiene chi presta i soldi):, che può essere più alto o basso a seconda della finanziaria o banca erogante (attenzione poi alle clausole nascoste e scritte in piccoli nei contratti!)

Per avere un’idea più chiara di queste differenze, basta confrontare tra loro i valori rilevati dalla Banca d’Italia, che ogni tre mesi pubblica un documento che raccoglie i tassi effettivi globali medi delle principali categorie di prestito. Dando un’occhiata a questo documento, scopriamo che una delle categorie di prestito con il TAEG medio più basso (2,45%), è il mutuo. Perché il valore è così basso, se confrontato con le altre forme di prestito? Perché i mutui sono considerati prestiti a basso rischio, dal momento che la garanzia richiesta è solida (la casa stessa per cui si sta pagando il mutuo che, nel caso di insolvenza del debitore, può diventare proprietà della banca). Senza contare il fatto che, soprattutto in Italia, chi richiede un mutuo sta investendo con un grande carico emotivo, e farà di tutto per onorare l’impegno preso pagando puntualmente le rate, in modo da evitare di perdere l’immobile.

Il livello di rischio è, in effetti, la variabile più importante nel determinare il tasso di interesse di un prestito. Se la banca (o l’Ente che concede il prestito) ritiene che una particolare tipologia di prestito sia sicura – perché il debitore fornisce garanzie solide e reali di poter ripagare il debito – e quindi il livello di rischio è basso, lo è di conseguenza anche il tasso di interesse. Al contrario, se un prestito non è tutelato da garanzie forti, il livello di rischio si alza, e il tasso di interesse sarà più elevato.

Ma qual è il TAEG medio delle categorie di prestito indicate nel documento di Banca d’Italia? Prendiamone in esame tre, quelle più diffuse:

  • Prestito finalizzato: il TAEG medio è del 9,64%;,
  • Prestito personale: il TAEG medio è del 10,2%
  • Carte revolving: il TAEG medio è del 16,15%

Analizziamo le caratteristiche di questi prestiti e cerchiamo di capire insieme il perché dei loro valori.

Prestito finalizzato

Un prestito finalizzato è una forma di finanziamento strettamente legata all’acquisto di un bene, come un televisore, una lavatrice, un’automobile. In questa tipologia di finanziamento, il denaro non viene accreditato al cliente ma alla Società che vende il prodotto/servizio per cui si richiede il prestito.

Se, ad esempio, desideri acquistare un’automobile, ma non vuoi pagarla tutta in una volta, puoi richiedere al concessionario un finanziamento con pagamento rateizzato. In linea di massima, non sarai tu a decidere a quale ente finanziatore rivolgerti: le case automobilistiche si appoggiano solitamente a una finanziaria specifica e, quando un cliente richiede un finanziamento, provvedono loro stesse a comunicare la richiesta di prestito all’Istituto di credito di riferimento. L’Ente finanziatore valuterà la domanda e deciderà se ci sono le condizioni per concedere il prestito. In caso di risposta positiva, erogherà la somma direttamente al concessionario: di fatto, è come se anticipasse il denaro per conto del cliente, il quale dovrà poi rimborsare il prestito (ovviamente, con gli eventuali interessi) direttamente alla banca attraverso rate mensili, spesso con prelievi diretti dal conto corrente.

Inoltre, nei casi dei prestiti finalizzati, è possibile che ti venga proposto un finanziamento a tasso zero: in questo caso, chi richiede il prestito non deve pagare gli interessi all’ente che eroga il finanziamento. I prestiti a tasso zero sono possibili grazie ad accordi stipulati tra i negozi e le società di finanziamento: per esempio, il rivenditore si impegna a proporre a un cliente che desidera acquistare un elettrodomestico un finanziamento a tasso zero anziché uno sconto sul prodotto.

Prestito personale

A differenza del prestito finalizzato, un prestito personale non è vincolato all’acquisto di un bene specifico: ciò significa che la somma richiesta viene accreditata dall’Ente finanziatore direttamente al richiedente prestito, spesso direttamente sul suo conto corrente. Un esempio di prestito personale è quello che può essere richiesto, ad esempio, per la ristrutturazione della casa.

Questa forma di finanziamento, in forte crescita in Italia, presenta rischi leggermente maggiori rispetto al prestito finalizzato perché non si può controllare l’effettiva finalità del prestito.

Ed è proprio questo uno dei motivi per cui il tasso medio rilevato è del 10,2%: un valore leggermente superiore a quello dei prestiti finalizzati (9,64%), ma comunque molto simile.

 Carte revolving

 Un discorso diverso deve essere fatto per la carta revolving, uno strumento emesso da una Banca, o da un altro Istituto di credito, che permette di pagare a rate – con relativi interessi – gli acquisti effettuati con la carta stessa, indipendentemente dalla disponibilità di denaro presente sul conto bancario.

È uno strumento finanziario molto accessibile, che richiede poche garanzie da parte del cliente. Inoltre, la continua disponibilità di denaro fa sì che i clienti utilizzino la carta revolving senza avere la percezione effettiva di quanto stanno spendendo. Il risultato? Si supera il tetto massimo di esposizione verso la banca e bisogna pagare delle commissioni di massimo scoperto. Rischio altissimo e, di conseguenza, tassi di interesse alle stelle: Banca Italia segnala che il TAEG medio delle carte revolving è ben del 16,15%.

Ecco quindi perché le principali tipologie di prestiti hanno tassi di interesse diversi. Ma ricordati sempre la cosa più importante: non richiedere mai un prestito se non sei certo di poter pagare le rate nei tempi stabiliti. Magari all’inizio non avrai problemi ma prima o poi i nodi verranno al pettine e potrai subire segnalazioni negative in banche dati e anche pesanti aggravi di costi. Contrarre solo debiti sostenibili è l’unico modo per dormire sonni tranquilli.

 

Pubblicato in Aggiornamenti


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