Nel 2018 inizia la rivoluzione del P2P Lending in Italia. Tutti i vantaggi di investire in questo nuovo modello di finanza

 

Usare la tecnologia per condividere informazioni, beni, risorse: è la sharing economy.
Una delle mille declinazioni di questa “economia della condivisione” è il P2P Lending  (o Social Lending), un modello di finanza alternativa in cui, grazie alla tecnologia, i privati mettono a disposizione di chi richiede un prestito i propri risparmi, senza intermediazioni bancarie.
Il P2P Lending è molto diffuso in tutto il mondo: basti pensare che nel 2016, solo negli USA, sono stati prestati tramite piattaforme online ben 24 miliardi di dollari.

Tuttavia, in Italia, l’affermazione di questo modello di finanza etica è in ritardo rispetto agli altri Paesi.
Perché? I motivi di questo sono più d’uno. Il principale riguardava il tipo di tassazione, non molto vantaggioso per i prestatori. Ma adesso le cose sono profondamente cambiate: il 2018 sarà l’anno della svolta del P2P Lending in Italia.
Nel dicembre 2017, infatti, il Parlamento italiano ha finalmente approvato un emendamento in base al quale il P2P Lending non viene più tassato sulla base dello scaglione IRPEF relativo all’investitore, ma con aliquota unica al 26%, come per qualsiasi altra forma di investimento finanziario.

Il Parlamento ha riconosciuto, anche da un punto di vista legislativo, che il P2P Lending è un tassello importante del settore Fintech, dove finanza e tecnologia si incontrano. Dietro la promulgazione dell’emendamento si deve leggere la volontà di portare l’Italia allo stesso livello dei suoi vicini europei. Perché il P2P è un modello che funziona, e che può contribuire a far crescere l’economia.
Il P2P Lending è una forma di investimento ad alto rendimento, e che presenta una bassa volatilità. Fai un prestito a un privato, e ogni mese ricevi un rimborso costituito da una quota interessi e una quota capitale. Tutto è chiaro e lineare, senza l’andamento altalenante di altri strumenti finanziari.

Tuttavia, come per qualsiasi altra forma di investimento, anche il Social Lending presenta alcuni fattori di rischio. Ma con Smartika, piattaforma di P2P Lending vigilata dalla Banca d’Italia, tali fattori sono drasticamente ridotti. Ecco perché:

– scegli tu quanto rischiare. Con Smartika è il prestatore che decide quanto vuole rischiare. Si può investire su 3 mercati diversi: Conservative, che include i richiedenti i cui prestiti sono molto solidi, Balanced, e infine Dynamic, dove vengono raggruppati i richiedenti prestiti che presentano maggiore rischio ma consentono di ottenere una maggiore remunerazione. Sei tu a stabilire il mercato più adatto a te.

– diversifichi per ridurre il rischio. Se decidi di investire 1.000 €, i tuoi soldi non andranno nelle mani di un unico richiedente, ma verranno suddivisi in piccole parti, ad esempio di 20 €. Presterai quindi i tuoi 1.000€ a 50 richiedenti diversi.

– recupero crediti in caso di mancato pagamento. Se il richiedente non dovesse rimborsare il prestito nei tempi stabiliti – e se non si dovesse trovare un accordo –  Smartika procede per vie legali al recupero degli importi dovuti. Il prestatore potrà recuperare quanto prestato, a seguito dell’iter legale.

– fondo di protezione “Smartika Lender Protection”. Nel caso in cui l’iter legale non dovesse andare a buon fine, Smartika attiverà, fino a capienza fondo, lo Smartika Lender Protection, un fondo di protezione per rimborsare il capitale non pagato dal debitore: un’importante garanzia per tutelare i prestatori.

Ma investire con Smartika conviene? La risposta è sì: gli investimenti rendono fino al 6,5%, molto di più rispetto a quelli di tanti altri strumenti finanziari.

Se stai cercando una forma di investimento intelligente, solidale e con ottimi rendimenti Smartika è la soluzione migliore. Un modello di finanza alternativo, fatto dalle persone e per le persone, che guarda al futuro. Investi subito.

Pubblicato in Aggiornamenti


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