Carta Revolving: se la conosci la eviti

 

Saresti disposto a pagare il 16% di interessi per un prestito inferiore a 10.000 euro?
È quello che succede con la carta revolving, una tipologia particolare di carta di credito che viene utilizzata con sempre maggiore frequenza per via della sua facilità di utilizzo: facilità che viene però pagata a carissimo prezzo, dal momento che questo strumento finanziario comporta numerosi svantaggi.

Ma che cos’è esattamente la carta revolving?
È uno strumento emesso da una banca (o da un altro istituto di credito), che permette di rateizzare il pagamento degli acquisti effettuati con la carta stessa, indipendentemente dalla disponibilità di denaro presente sul conto bancario. Il procedimento è simile a quello dei tradizionali prestiti personali, perché il proprietario della carta deve pagare degli interessi sulle rate.

A prima vista, la carta revolving potrebbe sembrare una soluzione facile e conveniente, richiedendo meno garanzie da parte del cliente e quindi risultando più accessibile Non è un caso, infatti, che stia avendo successo soprattutto tra i giovani.

Dietro questa facciata, però, la carta revolving nasconde più di un punto oscuro. Vediamo i principali:

 

Le percentuali di interesse che bisogna pagare sugli importi finanziati sono elevate, molto elevate.

I dati della Banca d’Italia riferiti al trimestre aprile-giugno 2017 rivelano, per le carte revolving, un tasso medio effettivo globale su base annua (TAEG) del 16,30% per prestiti fino a 10.000 euro, con un tasso soglia del 24,3% (il tasso oltre il quale scatta l’usura): numeri impressionanti, i più alti di tutte le altre tipologie di finanziamento. Ricordiamo invece che il tasso medio dei crediti personali è del 10,3%, con un tasso soglia del 16,9%.

 

Bisogna mantenere l’importo finanziato al di sotto del fido.

È vero che la carta revolving funziona indipendentemente dalla disponibilità di denaro del conto bancario, ma gli importi non devono superare il tetto massimo di esposizione verso la banca (fido), altrimenti il cliente si ritroverà a dover pagare un ulteriore costo pari alla commissione di massimo scoperto.
La continua disponibilità di denaro spinge spesso i clienti a perdere il controllo della situazione e a sovra-indebitarsi, rendendo quindi difficile sostenere gli interessi di mora (quelli che subentrano quando si salta una rata) e le commissioni di massimo scoperto.

La carta revolving è lontana dal fornire finanziamenti agevolati e convenienti: il meccanismo che regola questo strumento rischia di schiacciare il suo utilizzatore, con tassi di interesse decisamente alti.
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Pubblicato in Aggiornamenti


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