Cambia la cultura e se ne comincia a parlare

Lunedì 10 ottobre Corriere Economia, il settimanale economico del Corriere della Sera ha dedicato un articolo al social lending e a Smartika, raccontando come il fenomeno del prestito tra privati comincia farsi notare anche in Italia dopo aver conquistato Gran Bretagna e Usa.
Ma perché il prestito tra pari sta conquistando più spazio? Per la sua semplicità e utilità: i prestatori privati e i richiedenti che hanno bisogno di un prestito si incontrano su una piattaforma online, in assoluta privacy, e qui trovano entrambi condizioni vantaggiose.
I prestatori fanno fruttare il capitale e ottengono un rendimento certo (tra il 4 e il 7 per cento) , che non oscilla in base agli andamenti del mercato come nel caso di investimenti in bond, azioni o Btp. I richiedenti invece, ottengono condizioni più che interessanti per rimborsare quei prestiti che finanzieranno consumi e quindi faranno girare l’economia.
Come scrive il Corriere, in Italia dal 2008 a oggi sono stati erogati prestiti per 32 milioni e finalmente se ne comincia anche a parlare diffusamente. Nei Paesi anglosassoni e in Cina il fenomeno è ormai esploso, aiutando ad affermare la cultura dello sharing anche in finanza e a costruire insieme un’economia più etica. Un vantaggio per tutti.

Pubblicato in Aggiornamenti

6 Risposta a “Cambia la cultura e se ne comincia a parlare”

  • velaccino71 says:

    Cosa vuol dire “rendimento certo”?

    • Tomaso says:

      @ velaccino71

      E’ quanto ad oggi, soprattutto nel mondo anglosassone, viene remunerato ai prestatori: la certezza riguarda quanto sinora avvenuto in quanto nel social lending non può esser assicurato alcun rendimento.

    • Giovanni says:

      non vuol dire nulla, nel mondo della finanza non c’è certezza di nulla.
      e spacciare il social lending come investimento sicuro con rendimenti migliori anche di Titoli di Stato che non sono sicuri nemmeno questi è molto discutibile sul piano etico.

      • Tomaso says:

        @ Giovanni

        Il discorso riguardava quanto ad oggi è stato certamente remunerato ed il termine di paragone era in particolar modo il mondo anglosassone.
        Da parte nostra in nessuna occasione abbiamo indicato che l’investimento sia privo di rischi.

        • velaccino71 says:

          Nel post non leggo nessun paragone, a me pare che si parli solo del mercato italiano e si assicuri un rendimento certo agli investitori.

          • Tomaso says:

            @ velaccino71

            Il riferimento è al mercato anglosassone e ai conclamati rendimenti offerti sinora ai prestatori.


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