Prestito etico, conosciamolo davvero.

Cosa significa prestito etico? In sintesi, non alimentare un circuito ad alto rischio per molti e ad alto guadagno per pochi. Quindi far contrarre ai richiedenti debiti sostenibili e tutelare i prestatori di denaro.

L’etica è per Smartika un faro e un modello di business. Per rispondere alle tante sollecitazioni che arrivano dai forum, possiamo cominciare a dire che prestare i soldi in modo etico non significa darli a tutti o a chi ha più bisogno, in particolare se non ha ancora una storia creditizia che gli permetta di essere valutato o un passato di cattivo creditore.

Questo per ragioni, appunto, “etiche”:

Ricordiamo tutti la crisi dei mutui subprime, quella che dagli Usa ha acceso la miccia della crisi economica e della recessione mondiale? Il meccanismo fu questo: ai creditori venivano concessi finanziamenti sui prestiti precedenti, trasformando quindi il tutto in una montagna di debito ad alto rischio che poi veniva “nascosta” all’interno di complicati pacchetti da rivendere alle banche con amplissimi margini di guadagno: Risultato? Banche fallite, posti di lavoro persi, famiglie senza più soldi e casa. Prestare i soldi in modo etico significa dunque trasparenza ed evitare meccanismi trappola di questo tipo. Ecco come.

1) Etica per Smartika significa dunque non permettere alle persone di indebitarsi troppo, ma soprattutto fare credito al consumo come si faceva un tempo, quando ancora i matematici non avevano sviluppato prodotti finanziari complessi. A ogni euro immesso sulla piattaforma corrisponde un euro di prestito, senza passaggi alternativi.

3) Etica vuol dire tutelare anche il creditore, che deve essere sicuro del suo investimento. E’ lui a scegliere quale interesse applicare sui soldi che presta, compito della piattaforma Smartika è invece quello di far incontrare domanda e offerta, scegliendo l’interesse più vicino e adeguato a chi richiede invece il prestito.

4) Il prestito etico, lo abbiamo detto all’inizio, non può mirare a pompare i profitti di pochi. Infatti, Smartika non guadagna affatto sugli interessi applicati sul prestito, che sono una esclusiva del prestatore. A Smartika spetta soltanto una commissione all’atto dell’accordo tra le parti. Tale commissione è dell’1 per cento a carico del prestatore e tra lo 0,9 e il 3 per cento a carico del creditore, a seconda del suo profilo di rischio e dell’importo del suo prestito.

5) Il profitto del prestatore molto spesso viene da lui reinvestito sulla piattaforma, andando ad alimentare altro credito al consumo e facendo così girare l’economia.

La gestione etica di Smartika si concretizza quindi in una finalità etica: denaro che circola, consumi che crescono, crescita economia sana e sostenibile.
Come si faceva una volta.

Pubblicato in Aggiornamenti


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