Fiducia, il motore della nuova economia.

 

Se dobbiamo dare un valore a parole come fiducia, collaborazione e partecipazione allora possiamo dire che in Italia valgono ormai 4 miliardi di euro. Tanto vale oggi, secondo una ricerca PHD Italia, la sharing economy nel nostro Paese. Tra dieci anni ne potrebbe valere ben 14, persino 25.

Confermando che la relazione tra pari, la trasparenza, l’interesse per la persona e obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale sono ormai una leva importante per il Pil.

Indietro non si torna. E insieme a quella che è stata definita la terza rivoluzione industriale seguita alla crisi, si stanno riaffermando valori cui nessuno è più disposto a rinunciare.

Si viaggerebbe in BlaBlaCar o Uber senza fiducia? Si mangerebbe o dormirebbe in casa di estranei, come avviene con AirBnB? E nemmeno si comprerebbe su piattaforme social come eBay o si cercherebbero consigli nei forum o in GuideMeRight per fare acquisti e visitare una città.

La Sharing economy è ormai trasversale a tutti i settori, dai trasporti all’ospitalità, dalla ristorazione ai servizi finanziari e assicurativi. E in questo contesto nasce e vuole svilupparsi, Smartika, la principale piattaforma per il prestito “social” in Italia.

Diciamolo subito, riconoscersi nella “Economia condivisa” significa accettarne i principi di lealtà, condivisione e fiducia reciproca mettendo in contatto persone riconoscendo i reciproci bisogni e interessi, senza mirare a un profitto spinto.
Come ha più volte affermato Jeremy Rifkin, economista fra i più influenti d’America, l’economia condivisa sta profondamente ridisegnando il capitalismo. E questo grazie a internet e alle piattaforme online, su cui si è spostato e replicato quel mondo che secoli fa si riconosceva nel valore di una stretta di mano.

L’economia condivisa mette in contatto quelle mani su una piattaforma affinché i loro bisogni si incontrino al meglio. In che modo questo avviene nel mondo finanziario? Il prestito social garantisce meno interessi da pagare al creditore e maggiori profitti al prestatore, ma soprattutto fa in modo che i soldi prestati siano destinati ad acquisti o spese che aiuteranno a fare girare al meglio il circuito dell’economia.

Chi chiede un prestito a Smartika, allo stesso tempo, aiuterà il prestatore e riammettere i suoi guadagni nel circuito e a continuare il percorso virtuoso.

Fiducia? Sì, certo.
Che si concretizza in un’attentissima selezione della serietà e della capacità dei creditori, per tutelare chi presta. E fiducia dei prestatori verso famiglie, consumatori o studenti per una ripresa comune.

In poche parole, anche il prestito può essere un valore se riportato al suo spirito originario. Un valore come il baratto, l’aiuto e il consumo condiviso per evitare gli sprechi. Nel mondo anglosassone i numeri ci dicono che il fenomeno è ormai ampiamente condiviso anche nella finanza, dando vita a fenomeni come il crowfunding (per finanziare imprese o iniziative) o appunto il social lending per sostenersi tra privati.

La fiducia in questo caso non è naive, ma un pilastro della nuova economia: lascio un libro affinché altri lo leggano, sposto la bicicletta perché altri la usino, investo cento euro perché contribuisco a muovere l’economia. Tutti sono protagonisti in questo sistema.

E non è entusiasmante? Noi ci crediamo.

Pubblicato in Aggiornamenti

4 Risposta a “Fiducia, il motore della nuova economia.”

  • davide says:

    2 domande a proposito di fiducia:

    perche non fate un forum per gli utenti dove si puo’ discutere invece di scrivere i commenti nel blog?

    Dal punto di vista tecnico [software] ci sono stati dei miglioramenti nell’ultimo anno ? La mia impressione e’ che non sia cambiato niente nell’ultimo anno. Se voi [smartika.it] non avete fiducia nella piattaforma smartika non e’ un buon segno.

    • Tomaso says:

      @ davide

      Migliorie ce ne devono esser sempre: la tecnologia viaggia a ritmi incalzanti. Come Smartika stiamo lavorando ad una completa revisione di tutto l’impianto su cui basa la nostra operatività: la presenza di un forum è un ambito a cui stiamo pensando.

      • davide says:

        Si ma aspettare anni per presentare il nuovo sistema spettacolare, nel mondo del software porta sempre a disastri. Il forum poi, via… diciamocelo, ad essere larghi al massimo richiederebbe un un mese di lavoro di un singolo programmatore.

        Personalmente trovo il sistema di commentare nel blog non sufficiente per avere delle discussioni.

        • Tomaso says:

          @ davide

          Il blog viene ad oggi utilizzato non totalmente per il fine che esso ha: concordiamo, infatti, che procedere con discussioni qui non sia il luogo adatto ed come detto stiamo pensando ad un apposito spazio da dedicare allo scopo.


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