La Borsa è un’altalena e i rendimenti tradizionali piangono. E’ la finanza etica a pagare di più e meglio

Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, e questo ci ha salvato in occasione della crisi finanziaria internazionale. Ma proprio perché tendiamo a mettere da parte i risparmi è anche bene capire dove e come investire.

E qui inizia la fatica. La Borsa è troppo volatile, il mattone è in crisi, i rendimenti bancari e i titoli di stato sono al minimo storico. Qualunque forum si consulti, qualunque siano le opinioni comuni, è il modello “social” di prestito tra privati di Smartika quello che garantisce i maggiori guadagni, che si aggirano in media attorno al 5 per cento lordo con punte massime del 6,5.

Ma facciamo un confronto, tenendo presente che anche i Piano di accumulo di capitale o i fondi di investimento comprendono appunto quote di titoli azionari e non.

Smartika e il social lending

Oltre a garantire il significativo rendimento di cui sopra (5/6,5 per cento) Attraverso la piattaforma di Smartika, autorizzata e vigilata da Bankitalia, si possono investire anche piccole somme (da 100 a 100mila euro) e con obiettivi etici e sociali. L’investimento è infatti sulle persone, sul loro sviluppo, sul credito al consumo, sul proseguimento degli studi con effetti positivi sulla crescita economica (Pil), occupazionale e culturale del Paese.

Si tratta poi di un investimento sicuro, già ampiamente diffuso in Usa, Cina, e Uk, e garantito da un fondo di protezione  a copertura totale o parziale del capitale investito. Il tasso di default dei creditori è limitato al 2,5 per cento (contro il 6/7 per cento bancario).

Il ballo del Mattone.

L’investimento tradizionale degli italiani è il mattone, ma tra il 2007 e il 2015 gli immobili hanno perso il 27,2 per cento a Milano e il 46 per cento a Bologna (dati Tecnocasa). Soltanto lo scorso anno il calo è stato del 2,5 per cento e l’anno precedente del 4,4. Da quest’anno, se va bene, il mercato dovrebbe rimanere stabile (crescita zero. Dati Assofin)

Piazza Affari in altalena

Dall’inizio dell’anno (dato aggiornato al 14 luglio scorso) Borsa Italiana FTSE MIB, l’indice principale che raccoglie circa l’80 per cento della capitalizzazione italiana, ovvero quella delle maggiori aziende nazionali, è calato del 19 per cento perdendo un quinto del suo valore

I titoli di Stato.

Un tempo erano una cassaforte, oggi non pagano. I Bund, i titoli di stato tedeschi che sono il punto di riferimento per il calcolo dello spread (differenziale) con gli altri titoli europei misurandone quindi la solidità, sono così sicuri da non rendere nulla (- 0,54 per cento a 12 mesi, meno 0,59  a due anni, – 0,016 a 10 anni e  0,518 a 30 anni).

Va un po’ meglio, ma non basta, con i nostri Bot, il cui tasso a un anno è negativo (- 0,012 per cento). Il rendimento a tre anni è dello 0,067. A dieci anni dell’1,499 e a 30 anni del 2,622 per cento.

I contanti in banca?

Il tasso della Banca Centrale Europea sui prestiti interbancari è ormai negativo (-0,35 per cento). Di conseguenza, i conti correnti rendono poco o niente. Si va dallo 0 all’ 1 per cento quando va bene. I conti deposito non vincolati viaggiano attorno allo 0,5. Quelli vincolati a tre mesi ripagano con l’1 per cento e quelli a due anni con l’1,80.

A voi la scelta.

Pubblicato in Aggiornamenti

8 Risposta a “La Borsa è un’altalena e i rendimenti tradizionali piangono. E’ la finanza etica a pagare di più e meglio”

  • Ilvo says:

    Purtroppo ci sono molti insoluti. Avevo investito 5.000 euro. Ho pagato tasse e commissioni su interessi e poi sono venute fuori le perdite per insoluti. Alla fine della fiera sto perdendo 250 / 300 euro.

    • Tomaso says:

      @ Ilvo
      Abbiamo cercato di minimizzare per quanto possibile l’influenza delle perdite effettuando un rimborso in percentuale sulla quota ceduta e questo ha abbassato il salddo negativo.

  • baloo18 says:

    Come mai il prestatore gemusa risulta ancora in ritardo e non in default? Ha ben 13 rate non pagate, nelle note è scritto che la pratica è stata trasferita al recupero crediti ma risulta ancora un “semplice ritardatario”.
    C’è un motivo particolare oppure è un errore?
    Grazie

  • Giancarlo Nicoli says:

    Sono uno Zopiano della prima ora (iscrizione del 27 dicembre 2007). Vedete un po’ voi quanti anni fa ho versato 1.500,00 euro per iniziare.
    Oggi sono 1.411,91 con 484,76 euro di perdite.
    Qualunque altro investimento avrebbe reso di più, compresa la Borsa, compreso ritirare i soldi dalla banca e metterli sotto il materasso.
    Krafen

    • Tomaso says:

      @ Giancarlo Nicoli

      Non è la sede per ricordare le cose che nel corso degli anni hanno sicuramente influito sull’avere un rendimento in linea con quelle che erano le aspettative iniziali e con questa mia, anticipo, non riuscirò a cambiare drasticamente i dati menzionati. Per precisione devo però segnalare che ad oggi il capitale residuo dei prestiti ancora in esser somma € 1.338,68, € 160,00 sono in offerta ed € 5,96 sono disponibili sul tuo conto di pagamento, per un totale di € 1.504,64

  • roberto bacenetti says:

    Pagare di più e meglio ?
    Ho prestatto 1000 Euro vari anni fa e adesso sono circa 900, per giunta ho pagato delle tasse e delle commissioni.

    • Tomaso says:

      @ Roberto Bacenetti
      Dai nostri riscontri alla data odierna hai € 660,00 in offerta, € 357,65 come capitale erogato e € 9,59 come importo disponibile e non impegnato, per un totale di € 1027,24.
      Qualora riscontrassi nel tuo MySmartika una voce diversa per il capitale residuo, ti segnalo che stiamo per apportare le dovute correzioni.


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