BCE PER FAR CICOLARE L’ECONOMIA, MA CHI PENSA AI RISPARMIATORI?

BCE, banche, Draghi, Draghi Day, …sono le parole che da ieri si sentono e si leggono ovunque e così’’ anche noi di Smartika abbiamo pensato di dare la nostra lettura alle nuove misure della Banca Centrale Europea annunciate dal Governatore Draghi. Misure che toccano tutti i cittadini europei, compresa la nostra Community.

Innanzitutto gli intenti: rilancio dei prestiti alle imprese, mutui più convenienti, maggior propensione alla spesa da parte delle famiglie e delle imprese, quindi effetto positivo su consumi e investimenti. Nuove misure destinate a produrre una serie di effetti generalmente benefici sia per i cittadini, sia per le aziende.

I fatti: grazie all’abbassamento dei tassi di interesse ai minimi storici, per l’economia reale si attendono dunque numerose conseguenze che dovrebbero contribuire a dare fiato alla ripresa e alla vita quotidiana, con condizioni di finanziamento più favorevoli per le imprese e per le famiglie.

Dunque, maggiore liquidità immessa sul mercato che si tradurrà in più prestiti a famiglie e imprese e in un calo dei tassi di interesse favorevole anche per il settore dei mutui: famiglie e privati otterranno prestiti dalle banche in misura maggiore e a tassi più convenienti, quindi si apre uno scenario di aumento delle spese, di maggiore circolazione del denaro, di maggiori investimenti in beni immobili e durevoli.

Ma queste misure, davvero saranno vantaggiose e benefiche per tutti? A ben guardare l’altro lato della medaglia esiste, ed è composto dalle conseguenze, diverse, per i risparmiatori. L’idea base dei tassi negativi, infatti, è quella di stimolare le banche a non immobilizzare i fondi e aumentare i prestiti. Ma per le banche si tratta di un costo difficile da compensare se non rovesciandolo in parte sui propri depositanti. Pensionati e risparmiatori dunque, sono le fasce di popolazione che avranno meno vantaggi e che nei prossimi mesi avranno poco di cui gioire. Perché? Perché per loro diminuiranno di gran lunga le possibilità di impiegare i loro soldi: il conto in banca non frutterà più nulla, o quasi, nemmeno il già scarso 1,5%-2% medio di oggi. Ma non finisce qui, con i tassi a zero o sotto zero cadranno a picco anche i rendimenti dei titoli di stato di tutta l’Eurozona. Parliamo di fondi pensione, ma anche polizze sulla vita, per le quali diventerà sempre più difficile garantire agli assicurati dei rendimenti cospicui o in linea con il 2-3% ottenuto in tempi recenti.

E’ tempo dunque di ripensare i propri investimenti? Probabilmente sì, ripensarli e differenziarli, soprattutto per quei risparmiatori che non intendono acquistare immobili e cercano una rendita senza avventurarsi tra le insidie dei mercati finanziari.

Diversificare sarà la parola d’ordine dei risparmiatori, e se possibile in modo sicuro e redditizio. In tempi di scelte etiche e apertura all’economia della condivisione poi, il Social Lending potrà essere l’alternativa da tenere in considerazione. Con piattaforme che, come Smartika, non sono banche ma Istituti di Pagamento, e dunque non subiscono gli effetti che derivano dalle misure della Banca Centrale Europea.

Le variazioni relative ai tassi di interesse per chi presta e investe sulla piattaforma, dunque, resteranno quelle di sempre e gli investimenti continueranno ad essere vantaggiosi e in molti casi superiori al 5 o 6%.

Sarà la riscossa del FinTech e delle piattaforme innovative e delle alternative di investimento come Smartika? Lo vedremo.

Pubblicato in Aggiornamenti

18 Risposta a “BCE PER FAR CICOLARE L’ECONOMIA, MA CHI PENSA AI RISPARMIATORI?”

  • crotalo83 says:

    Salve,
    il formato delle nuove statistiche è certamente gradevole alla vista ma non molto ad un prestatore. Riuscite a produrre un XLS o un CSV con gli stessi dati, per ogni mese ?

    Sarebbe _MOLTO_ utile avere nello stesso formate anche i mesi passati.

    Certo di pronta risposta
    Saluti,

    • Tomaso says:

      @crotalo83

      Abbiamo ritenuto di iniziare a standardizzare le informazioni presenti all’interno delle statisitiche fornemndo dei dati quanto più intelligibili possibile e tenendo conto che il vecchio formato, soprattutto nella sezione dell’ageing, non aveva riscontrato particolar appeal.
      In ogni caso un ulteriore sviluppo di statistiche sarà disponibile contestualmente allo sviluppo di un sistema di reporting che abbiamo in cantiere.

  • Federico says:

    Resta il fatto che queste operazioni delle banche centrali dimostrano come in questa epoca di deflazione “i soldi sono gratis”. Le disponibilità finanziarie per i prestiti a privati sono letteralmente illimitate, manca solo la volontà politica. Che differenza può fare allora qualche migliaio di euro di “soldi veri” da parte di un privato quando qualsiasi banca potrebbe prendere a prestito dalla BCE decine di miliardi? Vedremo… è legittimo provare tutto.

  • Giovanni says:

    Salve, scrivo qui perché ancora non abbiamo, noi prestatori, uno strumento, un forum dove poter fare domande e ricevere chiarimenti sui più disparati argomenti.

    Tra le persone da me finanziate, ve ne sono due (Pajero e Vare1002) che hanno più di tre rate non pagate (il primo ne ha 4 in ritardo e una con incasso parziale, il secondo su sei rate, ne ha pagata solo una) e sono ancora indicate nelle statistiche come “non incassato” quando dovrebbero stare nella voce “In ritardo”.

    Tale mancato aggiornamento a chi giova? Quali sono le attività di recupero effettuate con i due signori? Perché non lo indicate chiaramente? Perché devo continuare a pagare mensilmente una commissione per un servizio che in realtà non so se viene attuato o meno?

    Concludo con una massima: ci sono tre tipi di bugie. Le piccole bugie, le grandi bugie e… le statistiche.

    • Tomaso says:

      @ Giovanni

      Per quanto riguarda pajero, il debitore aveva segnalato di aver perso il posto di lavoro ed esser impossibilitato a corrispondere l’importo rateale previsto; abbiamo con lui proposto un piano di rientro.
      Vare1002 è invece in gestione ad una Società di recupero crediti.

      Gli aggiornamenti verranno predisposti a breve al fine di seguire una linea guida che faccia sì che ogni prestatore non debba corrispondere commissioni pe posizioni in conclamato ritardo.

      Infine, per quanto riguarda la tua chiosa, se più volte abbiamo sollevato la necessità di migliorie certamente possiamo dire che bugie non appartengono al nostro modo di operare e le statistiche non possono che confermare il reale andamento del portafoglio.

      • Ungio says:

        Buongiorno,
        è sempre antipatico scrivere per lamentarsi, ma temo che questa volta Giovanni non sia completamente fuori strada. Il non transitare le situazioni debitorie da “non incassato” a “in ritardo” incide notevolmente sulla percentuali del portafoglio del prestatore. Nel mio caso, a fronte dell’attuale 3,74% di “in ritardo”, il completo aggiornamento delle posizione “non incassato” porterebbe la percentuale sopra indicata molto vicina, se non addirittura superiore, alla percentuale del tasso medio dei prestiti in essere.
        Il superamento di tale soglia è evidente che ha una ricaduta notevole in termini psicologici sul prestatore. Ed è quindi evidente che il perdurante non aggiornamento induca il retro-pensiero malevolo del prestatore.
        Io preferisco avere il dato trasparente ed aggiornato, quale esso sia, e non dover perder tempo in pensieri strani che ovviamente incidono, per quanto mi riguarda, sul rapporto di fiducia tra prestatore e gestori della piattaforma.
        Poiché però mi pare sia necessario esser propositivi propongo, se proprio non è possibile trovare uno strumento informatico che sistematicamente ed in modo automatico sposti da una categoria all’altra il ritardatario, si valuti di mettere un link dedicato sulla pagina personale del prestatore al fine di segnalare il solo nominativo da aggiornare, al superamento della X rata non versata (avendo magari certezza che in un tempo ragionevole (una settimana?) detta posizione verrà aggiornata).

        Grazie. Un saluto.

        PS: Chiedo scusa se in un’altra discussione ho rappresentato le mie 22 posizioni che in quella data avrebbero necessitato di transito da “non incassato” a “ritardo”, probabilmente ciò non è di interesse comune; dispiace comunque che la proposta di post sia dal 17 marzo in attesa di valutazione da parte del moderatore. Avrei preferito che lo stesso fosse stato cancellato, indice, almeno, che è stato letto.

        • Tomaso says:

          @ Ungio

          Come prima cosa,grazie per i suggerimenti e le critiche costruttive.
          E’ corretto che una posizione che presenta delle conclamata irregolarità nei pagamenti venga gestita e codificata nella modalità ad essa più confacente.
          Come segnalato in altra risposta, provvediamo all’aggiornamento.
          Per qualsiasi altra informazione non esitare a scriverci o contattarci nuovamente.

          Un saluto

      • Giovanni says:

        Queste notizie sui miei due debitori perché sono dovuto venirli a sapere da questo blog? Non era meglio che ognuno di noi possa apprendere queste notizie dal sito dedicato?

        A mio avviso, infine, se le statistiche vengono fatte su dati non aggiornati, è ovvio che vengono sfalsate. Ripeto, manca trasparenza, e qui la trasparenza è fondamentale perché senza i soci prestatori Smartika non esisterebbe.

        • Giovanni says:

          Parole al vento…

          Nessuna posizione aggoirnata…

          Peccato, Smartika secondo me aveva delle interessanti caratteristiche ma per come viene gestita non so quanto andrà lontano. Mi vedo costretto a chiamarmene fuori: salvo non avvenga l’auspicato cambiamento, continuerò a non riprestare le quote che mi vengono versate trasferendole mano a mano in altre forme d’investimento.

          Dubito però che il moderatore pubblicherà il mio intervento.

          • Tomaso says:

            @ Giovanni

            Come vedi nessun motivo per non pubblicare il commento: siamo veramente arrivati ad un giro di svolta e nell’arco del mese di Giugno ci saranno i frutti di questa attività.

          • Giovanni says:

            beh, dopo la vostra interessante telefonata, e dopo più di un mese…

            Comunque ribadisco:

            Parole al vento…

            Nessuna posizione aggiornata…

            Peccato, Smartika secondo me aveva delle interessanti caratteristiche ma per come viene gestita non so quanto andrà lontano. Mi vedo costretto a chiamarmene fuori: salvo non avvenga l’auspicato cambiamento, continuerò a non riprestare le quote che mi vengono versate trasferendole mano a mano in altre forme d’investimento.

          • Tomaso says:

            @ Giovanni

            Abbiamo mandato ieri una comunicazione alla nostra community nella quale segnaliamo la nuova modalità di codifica delle posizioni in ritardo a cui farà seguito l’aggiornamento delle posizioni già indicate come tali.

  • cecco1971 says:

    non parliamo di sofferenze,io sono al 30% tra quelli a recupero crediti e non incassati;per prenderci qualcosa dovrei prestare al 15%!!!

    • Tomaso says:

      @cecco1971

      Ad oggi delle posizioni in esser – 260 – 25 (9,61%) sono codificate come in ritardo. Per le quali quindi si può parlare di sofferenza.

      • cecco1971 says:

        Per me, 51 richiedenti che non pagano regolarmente,significa comunque avere del capitale in sofferenza,e poi a me risultano: 260-27( prestiti che ancora devono cominciare a ripagare)=233-30(25 in ritardo+5 con sei rate non pagate,quindi di fatto in ritardo)=203 cioè 12,8% sbaglio qualcosa?

        • Tomaso says:

          @cecco1971

          Il tema della sofferenza è particolare e non c’è una regola precisa in tutto l’ambito del credito che la definisca. In termini assoluti tutto il capitale è a rischio ma un conto riguarda i ritardi ad esempio di una o due rate ed un altro riguarda invece i ritardi dalle cinque/sei rate in su per le quali diverse azioni di recupero credito sono risultate al momento esser state non efficaci per arrivare al rientro di quanto dovuto.

  • cecco1971 says:

    se si abbassano le percentuali dei tassi di interesse delle banche,smartika ,cioè i prestatori, non saranno costretti ad abbassare a loro volta i tassi di interesse per rimanere competitivi?io credo di si,e sarebbe un brutto colpo visto che già non ci si guadagna così. Sulla riscossa del FinTech ci credo poco,altrimenti banche e fondi di investimento già avrebbero iniziato ad investirci,come in USA,solo che loro investono dove c’è un guadagno e per questo si tengono alla larga.

    • Tomaso says:

      @cecco1971

      I tassi di interesse delle banche dipendono da una serie di fattori, tra cui, certamente, il costo del denaro ma anche le sofferenze che, se in aumento, che devono esser pesate e considerate nel tasso di erogazione.


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