Siete pronti per l’Uberizzazione delle banche?

 

 

“Meglio dal dentista che in banca”. Risponde così la flotta dei Millennials al sondaggio proposto dalla società americana Scratch, particolarmente attenta alle scelte dei giovani e dei giovanissimi. Ai loro occhi le banche, come dimostra l’indagine, sono sempre meno appealing, offuscate anche dalla crescente forza attrattiva delle più innovative piattaforme online, incluse quelle di P2P Lending.

Dalla parte del sistema finanziario tradizionale si schiera invece la previsione positiva contenuta nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria di Banca d’Italia, che parla di prestiti privati in crescita a novembre 2015. Il segno positivo non si vedeva dal 2012! Con l’uscita dalla recessione il peggio sembra ormai alla spalle, ma ciò che le banche si potrebbero trovare ad affrontare in questo 2016 è il loro “momento Uber”. Quanti di coloro che avranno bisogno di un prestito andranno in banca invece di rivolgersi alle più moderne, veloci e convenienti piattaforme di Peer to Peer Lending?

 Il momento Uber. A parlare per la prima volta di “momento Uber” per le banche è stato, in una dichiarazione rilasciata alla Reuters lo scorso novembre, il CEO di Barclays James E. Staley, secondo cui «la crescita del Fintech porterà alla chiusura di centinaia di filiali e ad un possibile dimezzamento delle persone impiegate nel settore». Dopo l’editoria e la musica, i trasporti e il turismo, il mondo dei servizi finanziari tradizionali, è uno dei settori più esposti ai rischi dell’economia collaborativa e della trasformazione digitale. A minacciarlo non solo il crowdfunding, che il report Massolution stima aver raggiunto nel 2015 un valore pari a 34,3 milioni di euro, ma anche il Peer to Peer Lending. Per ogni prodotto e servizio offerto tipicamente da un istituto finanziario, ci sono centinaia di start up in tutto il mondo che propongono lo stesso servizio in maniera più innovativa, semplice, trasparente e conveniente. Ed è proprio questo il tallone d’Achille delle banche.

I competitors più significativi sono, ad esempio, Lending Club, la Uber del finance, come qualcuno definisce la più importante piattaforma americana di social lending al mondo che, dalla sua nascita nel 2008, raddoppia il volume di prestiti ogni anno. O per restare in Italia, uno dei dati recenti più rilevanti riguarda l’aumento di capitale a 4.500.000 di euro ricevuto da Smartika, leader del settore nel nostro Paese. Operazione che ha ricevuto l’approvazione da parte di Banca d’Italia e che consentirà alla piattaforma di rafforzare la propria solidità con cospicui investimenti nell’IT, nel Marketing e nella Comunicazione. I numeri parlano chiaro e si può realisticamente sostenere che il 2016 sarà l’anno del Fintech.

Meglio collaborare. Come risulta dal sondaggio condotto da Scratch, le 4 principali banche americane sono tra i 10 brand meno amati dai Millennials perché gli istituti finanziari hanno perso la loro capacità di parlare il linguaggio dei cittadini di oggi e di mantenere con loro una relazione di fiducia. Un contesto in cui ci sono due vie per le banche: vedere la trasformazione digitale e l’economia collaborativa come la più tremenda delle minacce, oppure cavalcarle come una grande occasione, magari collaborando con le piattaforme di crowdfunding e P2P Lending. E questa sembra essere la via più conveniente, per tutti!

Pubblicato in Aggiornamenti

12 Risposta a “Siete pronti per l’Uberizzazione delle banche?”

  • csmsvt24 says:

    Scusate, sto per entrare a far parte della comunità e mi chiedevo:
    qual è il tasso di insolvenza totale della piattaforma oggi?
    Non abbiamo ancora un buon algortimo che tende a far scendere a zero questo numeretto di insolvenza?

    • Tomaso says:

      @ csmsvt24
      Come prima cosa benvenuto!
      Attraverso una più incisiva azione dell’attività di recupero crediti e con la presenza dello Smartika Lender Protection il nostro intento è proprio quello di giungere a un tasso di insolvenza che si approssimi allo zero.

  • baloo18 says:

    Buongiorno,, 170 prestiti in essere, 40 “non incassato”, 23 “in ritardo” 6 “ristrutturati” (non c’è traccia di ristrutturazione!
    Questi sono numeri con prestiti non in regola pari al 40,58%
    Questi sono gli Inaccettabili ritardi negli aggiornamenti dei prestiti in ritardo:
    Rossokojak 19/05/2015; Kartsprint 21/11/2014; Madalina 19/05/2015; Valealefranz nessun aggiornamento; Zssybr 18/09/2015; fili1990 nessun aggiornamento; alex301990 07/05/2015; luigielia 07/05/2015; caanvas 20/02/2015; mgcavallaro nessun aggiornamento; ramon04 18/09/2015; italiana 04/02/2015; cyanogens4 07/05/2015; marcontu73 09/06/2015; Lory99 19/05/2015; rz1951 19/05/2015; bruno50 06/03/2015; siracusana 19/05/2015; giulio09087 nessun aggiornamento; manuelalba nessun aggiornamento; VENMAR69 nessun aggiornamento;

    Peri pubblici dipendenti, se non rispondono entro 30 giorni, scattano responsabilità amministrative e a volte penali, voi, che dovreste fare dell’efficienza il vostro credo, ponete un’attenzione nulla nei confronti di chi, praticamente al buio, ha ritenuto degno di fiducia voi e il vostro progetto affidando i propri risparmi.
    Temo che non pubblicherete nemmeno questo post ma per fortuna ci sono i social….

    • Tomaso says:

      @ baloo18

      Come segnalato in altra risposta gli aggiornamenti sono tutti in essere.
      In una prima fase l’attività sarà preposta ad aggiornamenti sulle posizioni e a nuove verifiche anagrafico/reddituali.

      Quanto all’efficenza e senza fare paragoni con altri Enti il nostro livello di servizio sarà ben diverso da qui in avanti per quanto riguarda l’attività di recupero e non solo.

  • Paolo says:

    Per come la vedo io, il fatto che ci siano persone che non pagano rientra nel rischio che mi assumo quando decido di prestare una data somma. Anche io ho quindi alzato al massimo i tassi delle categorie più a rischio (anche se ho notato che anche le categorie teoricamente meno a rischio danno qualche problema).
    Detto ciò vi chiedo come mai gli aggiornamenti relativi a prestiti in ritardo, quando presenti, sono fermi a diversi mesi fa (nel caso migliore a settembre 2015). Infine ho anche un prestito ristrutturato per il quale richiedente ha concordato un piano di rientro del prestito: è ormai diversi mesi che ho letto tale stato, ma ad oggi non sembra che il richiedente abbia versato alcuna quota. Come funziona in questo caso il rientro?
    Vi ringrazio in anticipo per una cortese risposta

    • Tomaso says:

      @ Paolo

      Tutti gli aggiornamenti sono in essere e verranno ultimati nella giornata odierna.

      A riprova del fatto che un giro di vite debba esser da noi svolto per quanto attiene tutta l’attività di recupero oggi pubblicheremo un apposito post sul blog.

  • Giovanni says:

    Salve, agli ottimistici proclami “tutto va bene e andrà anche meglio” del blog, purtroppo vedo un crescendo di persone che non pagano le rate dei prestiti ottenuti.
    AMAL2010, Johnbesol, pino2207, garu3110, vare1002, pajero, engeneer71 per un totale di un decimo della somma da me investita, non stanno pagando le rate, qualcuno addirittura neanche una rata pagata, e sono sutti in classe A e A+, tranne un K.
    Puntare a un minor interesse per avere più sicurezza non paga più, ho alzato parecchio i tassi e sto pensando se concludere la mia breve avventura in Smartika prima che si trasformi in disavventura.
    Ma siamo sicuri che funzionino i sistemi di valutazione del rischio?

    • Tomaso says:

      @ Giovanni
      Dei sette utenti che ad oggi non sono in linea col pagamento delle rate, quattro presentano una sola rata arretrata, due ne presentano due ed uno tre; di questi sette contratti l’erogazione più recente è di Settembre, pertanto si tratta per lo più di contratti che vedono diversi mesi di anzianità.
      In virtù di questo, ritengo alla data odierna tutt’altro che negativo il portafoglio in esser.

      Rispondendo alla tua domanda, segnalo che eroghiamo poco più del 10% delle richieste che riceviamo e nonostante questo stiamo predisponendo un nuovo modello di scoring.

      • m_romagnoli says:

        Parole,

        13/11/2014 Atto di Precetto da predisporre

        parole,

        12/05/2015 Stiamo predisponendo l’iter per la cessione della pratica

        parole,

        09/06/2015 Il debitore ha fatto pervenire un effetto che andrà all’incasso a fine mese comprendente il saldo delle rate arretrate

        parole

        18/09/2015 La pratica è stata affidata ad una Società di recupero crediti. La debitrice aveva richiesto un nuovo prestito da noi declinato

        parole soltanto parole, parole tra noi.

        • Tomaso says:

          @ m_romagnoli

          Abbiamo avuto modo di interloquire anche in maniera diretta e con questa risposta tengo a segnalare e ribadire che dalle parole stiamo passando concretamente ai fatti.
          Un saluto

      • Aldo Ghezzo presso Alessadrini Arianna says:

        per avere informazioni sui crediti trasferiti all’agenzia di recupero crediti, quanti anni si deve aspettare?


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