Fintech, la rivoluzione tecnologica della finanza. Con un occhio al sociale

Idee, progetti e SartUp che semplificano la vita e fanno viaggiare il denaro online: dal Crowdfunding al Social Lending, grazie al web i soldi acquistano una valenza sociale

 

Numerosi magazine e riviste internazionali, un po’ meno in Italia, dedicano settimanalmente spazio alla cosiddetta FinTech, un nuovo modo di fare finanza attraverso le innovazioni e le piattaforme web più avanzate, un nuovo campo dell’economia su cui ogni giorno si affacciano startup e aziende lungimiranti con alcuni tratti distintivi strategici in comune. In primo luogo un approccio “disruptive” nei confronti della vecchia finanza e delle “cattive pratiche” che in passato hanno caratterizzato il settore (un esempio su tutti la speculazione ad alto rischio da parte degli operatori finanziari, che ha portato alla crisi del 2008/09). In secondo luogo la tendenza al “mobile-first” (o, in generale, all’ “online-only”, visto che il business si applica esclusivamente su piattaforme internet). E infine, una filosofia di sviluppo legata all’utilità sociale del nuovo business.

Nella maggior parte dei casi dunque si tratta di Start Up, non legate ai paradigmi tradizionali dell’economia, propense ad intercettare i nuovi bisogni del consumatore/investitore e a tradurli in pratica in maniera “smart”, semplice e flessibile. E soprattutto frutto di un’idea in molti casi geniale.

Qualche esempio? La sicurezza della gestione del proprio portafoglio finanziario, la velocità negli spostamenti di denaro, la gestione tramite mobile o, nel caso del peer to peer lending, la semplicità e immediatezza nell’accesso al credito rispetto alle procedure bancarie, legata ad una valenza sociale e di supporto e aiuto quasi diretto nei confronti di altre persone che hanno una necessità da soddisfare.

L’utilità sociale è uno dei fattori che ha portato e porta la Fintech ad un’espansione costante e continua, un fine che trova molti consensi tra gli utenti del web e tra i big inventori di ciò che ha reso il web parte integrante della vita di tutti. Un esempio è dato dal fondatore di Twitter, Jack Dorsey, che ha deciso di investire in Square, una piattaforma che punta al miglioramento delle operazioni di pagamento elettronico attraverso l’analisi della tassazione, delle previsioni finanziarie e l’assistenza ai clienti nella diversificazione del proprio portafoglio di investimenti.

E a proposito di Big, vediamo chi sono, a livello globale, i più famosi startupper, AD, imprenditori entrati nel mercato finanziario con questa innovativa chiave di lettura.

La maggior parte sono uomini, ma due donne si stanno ritagliando un importante spazio ultimamente. Sono Claire Cockerton, inglese, manager di Level39, ma soprattutto CEO di Innovative Finance, che si occupa di operazioni finanziarie effettuate su piattaforme tech legate alle smartcity. L’altra è l’americana Shivani Siroya, fondatrice di InVenture, società che si occupa di accesso al credito per le piccole e medie imprese tramite piattaforme online e mobile, con un particolare occhio ai mercati emergenti di India e Messico.

In generale, gli innovatori di maggiore successo operano nei Paesi in cui la finanza ha un ruolo trainante per l’economia: Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.

Dagli USA arriva Stephen Ufford, che si è cimentato più volte in progetti nascenti di start-up finanziarie riuscendo a portare al successo quattro società tra cui Truliio, che si occupa di reputazione finanziaria di imprese e investitori tramite la verifica e il monitoraggio dell’identità digitale. Jeff Stewart, invece, ha fondato Lenddo, piattaforma di microcredito che si occupa di accesso al credito per chi fa parte della middle class americana. E poi, naturalmente, la statunitense Lending Club, uno dei primi e più importanti operatori del mercato del Social Lending, guidata da Renaud Laplanche.

E poi Anthony Macciola, che ha creato Kofax, che realizza software volti a facilitare le operazioni di richiesta e di accesso a mutui e rendite nel grande mercato del real-estate o Karl Martin, Canada, fondatore di Nymi (ex Bionym), un progetto che si occupa di identità digitale, stavolta con l’obiettivo di proteggere i dati personali e finanziari tramite biotecnologie per la gestione degli accessi alle app finanziarie (ad esempio, un orologio da polso che misura i battiti cardiaci e che permette di accedere ai conti online).

Infine dalla Gran Bretagna Kristo Kaarmann che, guidando TransferWise, ha consentito a imprese, lavoratori e studenti esteri di avere accesso ad un’unica piattaforma globale per il trasferimento di denaro bypassando le pratiche bancarie eccessivamente onerose e burocratiche e lo svizzero Julien Arnolds, ideatore dell’app mobile Numbrs che migliora la user esperience dei risparmiatori e dei consumatori dando loro la possibilità di prevedere l’effetto futuro delle operazioni.

In Italia, dove regna un sistema in generale più “ingessato” rispetto al dinamico mondo finanziario anglosassone, gli strumenti che si stanno diffondendo maggiormente e che cominciano ad essere tenuti in ampia considerazione da coloro che sono interessati a investire il proprio denaro e i propri risparmi in modo alternativo e socialmente nuovo, sono da un lato il Crowdfunding e dall’altro il Prestito tra Privati, o Peer to Peer Lending, o ancora Social Lending, che registra ultimamente andamenti interessanti e promettenti per il prossimo futuro. Una modalità di investimento che deriva da un’idea in realtà piuttosto semplice, ma inapplicabile senza l’aiuto del web e delle nuove tecnologie: evitare canali e intermediari tradizionali, dare un senso “sociale” al proprio denaro, sentirsi parte di una Community non rinunciando a tassi di interesse vantaggiosi e condividere qualcosa con qualcuno anche nella propria azione, privata, di investimento. Una branca della Sharing Economy dunque, che in Italia sta muovendo milioni di euro (il volume di prestiti del 2014 di Smartika è stato pari a quasi 18 milioni di €) e che è destinata ad ampliarsi e a crescere inesorabilmente.

Perché è più facile, è più smart e permette alle persone di dare un senso al proprio denaro.

Pubblicato in Aggiornamenti, media


Per favore lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Current day month ye@r *