L’attività di recupero crediti

Visto l’elevato numero di richieste, attraverso questo post si vuole evidenziare e descrivere a grandi linee, la modalità attraverso cui  Smartika gestisce attualmente l’attività e la tempistica del recupero crediti.

Attività di recupero iniziale interno: (durata indicativa 15-20 giorni)
Al manifestarsi del mancato pagamento di una rata effettuiamo internamente una prima attività di recupero crediti a mezzo telefonate e mail comunicando il mancato pagamento,  dopo aver verificato il motivo del mancato pagamento

Attività di recupero telefonico: (durata indicativa 30-40 giorni)
Nel caso in cui, dopo 15-20 giorni, il pagamento non sia avvenuto oppure non sia stato possibile prendere contatto col debitore, la posizione viene affidata ad una Società di recupero crediti preposta alla cosiddetta attività di “phone collection” che, salvo richieste di proroghe, ha una durata  di circa 30/40 giorni: durante questo processo, oltre alla rata scaduta, viene chiesto di effettuare un monitoraggio sulla rata in procinto di scadere.

Attività di recupero telefonico e verifica domiciliare: (durata indicativa 60 giorni)
Decorso questo periodo e nel caso in cui la/e rata/e non siano state corrisposte, la posizione viene affidata ad una nuova società di recupero crediti, che effettua nuovi tentativi telefonici, iniziando altresì a verificare, qualora i contatti siano stati infruttuosi, ad effettuare delle “verifiche domiciliari”: questa attività, salvo richiesta di proroghe, prevede una gestione di circa 60 giorni.

Valutazione Piano di rientro: (durata indicativa 90 giorni)
Nel caso in cui le rate arretrate siano divenute quattro procediamo con l’inoltro della lettera di del beneficio del termine attraverso cui viene intimato al debitore di corrispondere, entro una data limite, l’importo arretrato, pena la decadenza del beneficio di poter dilazionare il suo debito.
In forza di questo documento provvediamo ad un nuovo affidamento che consente alla Società preposta allo scopo di poter valutare, nello spazio temporale di circa 90 giorni, un piano di rientro per il debitore in sofferenza.

Istituto della Mediazione Civile o attività stra-giudiziale: (12 mesi circa dal primo ritardo di pagamento)
Qualora trascorso questo tempo nessun risultato tangibile sia stato ottenuto, effettuiamo un analisi  anagrafico/reddituale per verificare se siano sopraggiunti dei cambiamenti nell’ambito abitativo/lavorativo del debitore così da poter appurare la possibilità di adire ad azioni volte al pignoramento di cespiti. In caso positivo, si procede con l’Istituto della Mediazione Civile, in caso contrario provvederemo ad una nuova attività stragiudiziale.

Intervento Smartika Lender Protection (attivo dal 19 Gennaio 2015)
Smartika Lender Protection si inserirà allorquando tutte le attività sopramenzionate non abbiano portato gli effetti previsti.

Società partner Smartika nel recupero crediti:
Queste le Società, tutte associate Unirec (www.unirec.it), che al momento collaborano con noi
Intrum Iustitia Spa – www.intrum.it
SiCollection Spa – www.sicollection.it
Gextra Srl – www.gextra.it

Speriamo con questi dati di far meglio comprendere questa complessa operatività che necessita di molto lavoro e, soprattutto, tempo per poterne correttamente valutare gli effetti. A titolo informativo segnaliamo che per le 23 erogazioni avvenute nel periodo Marzo 2012- Febbraio 2013 che presentano sofferenze abbiamo accordato piani di rientro, in essere oppure da iniziare, per 10 di queste posizioni; per quelle invece del periodo Marzo 2013 – Febbraio 2014, riteniamo di dare un dato aggiornato a breve.

Il Team di Smartika

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Pubblicato in Aggiornamenti, My Smartika, statistiche

57 Risposta a “L’attività di recupero crediti”

  • Paolo Borella says:

    Buongiorno
    Da più di un anno vi ho affidato complessivamente più di 6000 euro i risultati sono 150 euro di guadagno prima dell’IRPEF e 200 euro in ritardo/insolvenze.
    Con questi numeri dove volete andare ?
    Al di la di tutti i ragionamenti che ho letto il risultato è impietoso,è chiaro che andando avanti così nessuno vi verserà più niente.
    Non mi sento in grado di darvi consigli ma penso che anche l’ultimo intervento Lender Protection sia un tentativo di chiudere il pollaio con le galline che sono già scappate.
    Saluti

    • Tomaso says:

      @ Paolo Borella

      La tua è una considerazione che rispettiamo ma che non condividiamo: parlando delle cinque posizioni ad oggi in ritardo, inutile dire su un numero ben maggiore di erogazioni, l’arco temporale dell’investimento va visto nella durata che è stato scelto di dare, che nel caso delle posizioni di cui sopra è a 48 mesi.
      Relativamente all’importo versato ed alla performance su base annua, le tue erogazioni non sono avvenute tutte un anno fa, maturando quindi dodici mesi di interessi: quasi il 30% delle pratiche erogate e tuttora in essere è avvenuto a partire dall’Ottobre scorso e vedendo quindi al massimo il ripagamento di due rate.

      Smartika Lender Protection, infine, è una miglioria al sistema e v nell’esatto opposto rispetto a quanto ritenuto nella tua chiosa.

  • Giovanni says:

    ciao,
    oggi ho deciso di troncare con il prestito e di ritirare tutto.
    Questo in quanto su 120 prestiti, 5 sono in ritardo con pratica recupero attivata.
    Quello che mi ha portato a questa decisione sono le motivazioni per cui è stato richiesto il prestito da 2 di questi 5 :
    – Estinzione prestito con parenti !!!
    – Consolidamento debiti !!!
    Cioè Smartika ha prestato a persone che hanno dichiarato di avere già dei debiti???

    • Tomaso says:

      @ Giovanni

      L’aver altre operazioni finanziarie in esser, corrisposte correttamente, e che rientrano, insieme alla potenziale nuova rata, in un determinato rapporto rata-reddito, nell’ambito della valutazione di una richiesta di prestito è un elemento positivo, non negativo.
      Ad oggi la tua posizione di rate in ritardo vede una percentuale di poco superiore al 4%, mentre la media per le famiglie consumatrici secondo l’ultimo rapporto ABI è del 6,9%…

  • Daniele says:

    Salve, siete chiarissimi sulle procedure per il recupero crediti, ma essendo personalmente senza nessuna conoscenza, che appunto mi sto facendo grazie al blog ed avendo 80 euro in “perdite”, vorrei chiedervi cosa signifca questa scritta sulle schede personali di questi richiedenti insolventi: 05-06-2014 Siamo in attesa di ricevere da parte della Società preposta all’acquisto della pratica il preventivo complessivo per la cessione

    Cosa succede adesso? Società preposta all’acquisto della pratica? cessione…di cosa? sono ignorante davvero, ma come si fa a perdere totalmente dei soldi prestati legalmente, almeno che non si muoia? nel tempo un redditto non può non subentrare, fosse solo la pensione minima, sociale, in età di pensionamento? no?

    Vi chiedo di essere davvero pazienti e precisi nel rispondermi, grazie. Uno dei primi vostri 100 prestatori dalla fondazione con Zopa. Ci credo, a parte i soldi.

    • Tomaso says:

      @ Daniele

      Se un credito diventa inesigibile, ovverosia nessuna azione di recupero intentata ha portato risultati, la relativa pratica viene ceduta ad una società di factoring che acquista il credito stesso vantato ad una percentuale decisamente più bassa rispetto al valore complessivo.

  • luco says:

    Sig Tomaso lei e sempre molto diplomatico nelle risposte, ma il segnale della rete dimalessere e delusione da parte dei prestatori all` unanimita` e` molto chiaro, quando un investimento si trasforma in perdita economica invece di produrre nella sua dinamica della normalita` interessi attivi; questi risultati non porteranno a lungo termine il progetto del social lending se non cambieranno le modalita` e sopratutto la tempistica del recupero crediti.Per quanto riguarda il fondo ritardi che servira` per tutelare il rischio di perdite il suo orizzonte temporale prospettato da smartika e` gia ` fuori tempo , ed io come tanti altri prestatori finche` non sara` tutelato il mio capitale pür avendo disponibilita` finanziaria non faro` alcun versamento

    • Tomaso says:

      @ luco
      Anche a noi piacerebbe accorciare i tempi del recupero crediti, ma purtroppo questi sono (e probabilmente saranno) i tempi di recupero nell’industria del credito al consumo e non ci sono, al momento, scorciatoie; Smartika pone molte risorse a perfezionare e migliorare tutti i processi sia nell’erogazione del credito che nel recupero dei crediti.
      Ognuno poi logicamente guarda la propria posizione personale e, con il sistema attuale, ci sono persone più “fortunate” di altre; abbiamo ben oltre 5.000 prestatori (solo questo mese se ne sono attivati oltre 50) che hanno prestato e prestano attivamente e che quindi sono assolutamente soddisfatti dell’andamento dei propri prestiti.
      Il Fondo Insolvenze permetterà però di superare questa diversità tra prestatori in quanto, oltre che a coprire in tutto o in parte gli importi in ritardo, renderà molto più omogeneo il ritorno per i prestatori.

      • Gabriele says:

        @Tomaso

        Tutto sarà reso più omogeneo, ma LA domanda è: in questo esatto momento se Smartika dovesse dare un dato globale di tutti i prestatori (fortunati o sfortunati che siano), quale è il guadagno PERCENTUALE ANNUO al netto di acconto IRPEF, commissioni, perdite e capitale in ritardo?

        • Tomaso says:

          @ Gabriele

          Come segnalato in altra risposta abbiamo evidenza reddituale per i prestatori in maniera non allineata agli scaglioni IRPEF; inoltre, bisognerebbe verificare l’impatto delle commissioni sulle varie fasce di reddito per poter stabilire correttamente quello che è il tasso di rendimento.

          • leonardo c says:

            è vero ma è pur vero che non mi pare impossibile poter “prospettare” in ogni caso il rendimento… con un piccolo calcolatore in cui impostare il proprio reddito. e, per quanto mi riguarda, io vorrei anche un tasso “finito” del “reale” rendimento fino ad oggi (tenendo conto di commissioni, perdite, ritardi, ecc.)… invece ogni volta di dover fare somme, sottrazioni e calcoli da me per visionare l’andamento…

          • Tomaso says:

            @ leonardo

            E’ una richiesta che ha comunque una ratio e che non è detto non possa esser oggetto di verifica di fattibilità.

  • Giacomo says:

    Salve,
    vi rendo partecipe delle mie considerazioni. Ho 9 richiedenti in ritardo e se per sfortuna non riuscissi a recuperare quei soldi (cosa molto probabile), l’investimento in Smartika sarebbe un vero flop con un bel segno negativo sulla percentuale di guadagno.

    • Tomaso says:

      @ Giacomo

      L’investimento in Smartika non è scevro da perdite che, anzi, devono esser messe in preventivo: la segnalazione delle insolvenze previste per ogni mercato ne è chiaro sintomo.
      Detto questo e prima di considerare che questi nove richiedenti possano esser oggetto di totale perdita, bisogna attendere che l’iter di recupero abbia fatto il suo corso.

      Infine, segnalo che il Fondo Ritardi, di cui mi accorgo nessuno parla e che stiamo per lanciare, servirà proprio a tutelare il rischio di perdite.

      • Giacomo says:

        @ Tomaso

        Che ci potessero essere insolvenze lo avevo messo in preventivo. Ad oggi oltre a proteggermi non investendo più, spero che quei “pochi” altri 27 beneficiari in ritardo non vadano a finire anche loro in sofferenza. Non so quali calcoli facciate per classificare il rischio. Quando però ho letto che avete dato un B ad un mio richiedente (ora in sofferenza) che vive da amici o parenti ed è un lavoratore atipico, qualche dubbio in più mi è venuto.
        Ho distribuito tutto quello che ho investito in piccoli lotti su tutte le categorie, come consigliato, eppure ad oggi se vado a togliere le commissioni ho una perdita di quasi il 2%, altro che utile del +6,59%.

        • Tomaso says:

          @Giacomo

          E’ corretto monitorare il proprio portafoglio: ritengo, però, che questa forma investimento, nella quale l’attività di recupero crediti è un carattere saliente, debba esser valutata nell’arco temporale indicativo prefissato da ogni prestatore con la propria offerta per capire in termini pratici quali siano i risultati.

          • ultraanziano says:

            Scusi, Tomaso, ma se in questa forma di investimento l’attività di recupero crediti è un carattere saliente, significa che:

            1. la fase di valutazione cliente non è fatta bene;
            2. i tassi di interesse dei prestiti sono troppo bassi.

            In ogni caso, raccomando più attenzione a come si risponde: affermazioni come la Sua rischiano di essere un bel boomerang per Smartika: come fate a dire al cliente che è normale per lui perdere soldi?

          • Tomaso says:

            @ ultraanziano

            Nella mia risposta viene indicato che, in virtù della quantificazione di un tasso di insolvenza, giocoforza è prevista la possibilità che non tutto il credito venga completamente corrispsoto da parte di un richiedente: segnalare il contrario sarebbe andare contro le logiche attraverso cui sinora si è operato.

  • Emilio1960 says:

    Onestamente sono basito………
    Non capisco la prima fase “attività di recupero interno” in che cosa consista, e perché lo chiamate “recupero”.
    Non capisco perché la seconda fase, il “recupero telefonico”, debba durare 30-40 giorni (in 3 giorni una persona al telefono la si trova, o non la si trova più) e perché non sia fatta direttamente da Voi ma da una società esterna.
    Non capisco perché la terza fase “recupero domiciliare” venga affidata ad altra società, diversa da quella della fase due. Nuovo tempo (e molto) perso a leggere e vagliare le carte. La durata di 60 giorni anche qui è almeno il triplo del necessario.
    Non capisco perché la valutazione del piano di rientro debba durare 90 giorni. Da noi gli specialprestiti morosi si convocano con telegramma, se non si presentano in 10 giorni vanno al Servizio Legale, se invece si presentano il piano di rientro lo concordiamo con loro, ed in mezz’ora facciamo la cambializzazione. Quando li passiamo ad agenzie esterne queste in genere si fanno pagare a mezzo assegni bancari che a scadenza ci portano per l’incasso. Una volta esitati ok (4 gg. lavorativi) ci fatturano in media il 20-25% del recuperato come loro provvigione, ma più frequentemente lo fanno a fine recupero.
    Non ci possono volere 90 giorni per “valutare” un piano.
    Sull’inutilità della mediazione mi associo a chi la ritiene solo una tattica dilatoria.
    La mediazione nasce per un litigio: io la vedo così e te la vedi colà, cause di lavoro, confini, merce avariata, e tutti i casi un cui ci sia una possibile interpretazione soggettiva.
    In tema di crediti accertati e “regolari contratti” sottoscritti non esiste una “mediazione civile” che dir si voglia, c’è solo un’insolvenza e da qui il trivio: a) dilazione – b) stralcio – c) atti legali.

    Vi garantisco che la tempistica in atto nelle Banche è molto ma molto ma molto più stringente, almeno 4-5 volte più veloce.
    Ma soprattutto i costi legali che Voi paventate, per le Banche non ci sono che in minima parte, perché gli avvocati sono al loro interno.
    Voglio sperare che anche la Vostra struttura li preveda al loro interno, altrimenti sarebbe una grossa pecca.
    In parole povere, per le esperienze della Banca dove lavoro da 30 anni, e per quanto parlato con colleghi di altri Istituti che trovo ai corsi, le Banche cedono alle Società di recupero solo un parte dell’attività telefonica ed il recupero domiciliare, ma per il resto fanno tutto in casa.
    Ovviamente stiamo parlando solo di prestiti personali a rimborso rateale, la tipologia che collima con l’erogato tramite Smartika.

    Certamente nessuno è perfetto, ma anche voi dovreste dare una forte sterzata a queste procedure, meno “social” e più “business”.
    E suona anche strano leggere di rifiuto di stralci al 50% del dovuto (anch’io penso sia davvero troppo poco) e poi alcuni giorni dopo leggere di crediti ceduti solo al 2% del dovuto (non ricordo i rispettivi debitori chi fossero).

    Ripeto, sono completamente basito da queste tempistiche, e da questo passare le pratiche avanti e indietro.

    • Tomaso says:

      @Emilio1960

      Se l’attività di recupero crediti nelle Banche, visto che di questo stiamo parlando, è così forte e fruttifera, come mai le sofferenze lorde, come da rapporto ABI di Settembre, viaggiano al 6,6% per i prestiti erogati a famiglie, attestandosi poi su una media del 9% nel comparto generale del credito? A titolo informativo, segnalo che, nel nostro piccolo e con le migliorie che sempre devono sussistere, le erogazioni al 31/10/2013 rilevano un tasso di sofferenza del 4,6%.

      Ti sei addentrato nel segnalarci quella che è la procedura di recupero in atto presso l’Istituto dove lavori, senza indicare il numero di prestiti personali erogati, il loro volume, la percentuale di ritardo e sofferenza, la percentuale di importi e posizioni recuperate nelle varie fasi citate, le perdite messe a bilancio, le persone al Vostro interno dedicate all’attività di recupero con i relativi costi derivanti: e queste sono solo alcune delle mancanze che sussistono in questo irreale termine di paragone che non ha ragion d’esser allorquando si mettono a confronto due realtà diverse, con strutture completamente diverse, con ricavi ben diversi. Oltre alle attività svolte bisogna verificare i risultati che queste comportano, ovverosia se sono fruttifere oppure dei buchi nell’acqua quando si effettua un rapporto costi/benifici.
      Ribadisco per l’ennesima volta che i partner con cui collaboriamo sono primarie Società di recupero a livello nazionale, tutte Associate Unirec, e che un piano di attività, oltre che ad esser approvato internamente dagli organismi di controllo, viene discusso con loro e che le tempistiche corrispondono, in virtù anche e soprattutto della loro esperienza, al tempo necessario per gestire una determinata posizione in un determinato periodo “storico”.
      Ricordandoti che la mediazione civile non riguarda crediti commerciali e che può esser imposta ante procedimento da un giudice, durante il suo iter, decisamente veloce, si effettua una nuova verifica sulla posizione anagrafico/reddituale del cliente per verificare se possono esserci cespiti pignorabili eventualmente in giudizio.

      Infine, le cessioni al 2% del valore del credito insoluto riguardano pratiche Zopa erogate negli anni 2008 e 2009 e che nulla hanno quindi a che vedere con soluzioni concernenti le ben più recenti erogazioni di Smartika: anche in questo caso i paragoni non possono sussistere.

      • Emilio1960 says:

        Nessuno vuole paragonare la banche a voi, perché voi siete solo dei tramite tecnologici, non prestate né i soldi vostri né garantite i prestatori, come le banche.
        Nessuno vuole nemmeno paragonarvi alle finanziare, perché anche loro rischiano in proprio.

        Voi fate un lavoro diverso perché siete un’agenzia che fa incrociare domanda ed offerta.
        Ma allora invece di prendervela per critiche (fondate) dovete dare dimostrazione che lo fate con una cura molto migliore degli altri, proprio perché piazzate il denaro altrui.

        Non riterreste opportuno operare delle modifiche al lato commissionale, e spostare la quantificazione ed addebito delle stesse sulle somme effettivamente ripagate?

        Non c’è mai stata nessuna mia affermazione che dice “noi siamo più bravi”, riguardate pure tutti i vecchi post.
        Ho solo riportato ESEMPI di come “NOI SIAMO PIU’ VELOCI” nelle tempistiche di gestione, non nei risultati: un’agenzia di recupero segue il caso dall’inizio alla fine, non c’è il balletto delle pratiche.

        Quindi (pensate un po’) dico pure che noi banche siamo troppo lenti, ma in confronto a voi siamo velocissimi.

        Di sicuro non rispondete alle domande che c’erano:

        -avete un legale interno?
        -perché tanti giorni per la prima fase?
        -perché il passaggio pratica tra più agenzie?
        -perché delle fasi valutative durano così inspiegabilmente tanto?

        Poi non lamentatevi se oggi contabilizzate le perdite ZOPA 2008-2009.

        Avete fatto un gran battage pubblicitario su tutti i media, e ne avete dato ampia notizia sul blog.
        Forse questo ha portato una marea di richiedenti poco onesti.

  • vitaminico says:

    Le banche in caso di ritardo agiscano in tempi molto più celeri. I richiedenti oltre ad ottenere un tasso più basso beneficiano anche di molto più tempo per riprendere i pagamenti o accordarsi per un piano di rientro. Non credete sia troppo?! Oppure riformulando la domanda…. Non sarebbe meglio procedere con azioni legali in tempi più stretti? Ho l’impressione che così facendo si vada a tutelare il più furbo, dando ai furbetti la possibilità di fare i lori comodi e togliendo dal mercato il capitale “in ritardo”. Credo che questo modo di operare, oltre a impegnarvi molto in termini di tempo, non sia corretto sia in termini sociali che morali. Spero possiate riflettere e cambiare qualcosa.

    • Tomaso says:

      @ vitaminico

      Le banche agiscono in tempi molto più celeri in quali casistiche e relativamente a quali loro prodotti? Quali sono le basi e le esperienze che generano questa asserzione?

      Ripeto ancora una volta che non diamo in alcun ragionevole modo la possibilità di far sì che un richiedente possa sentirsi “tranquillo” nel non adempiere al pagamento previsto e che né nel post né nelle risposte precedentemente fornite emerge in alcun modo questo ipotetico sentore.

      • vitaminico says:

        Sono d’accordo che non emerge questo sentore, ma credo abbia poca importanza, perchè poi nella pratica, i tempi per i richiedenti sono talmente lunghi da poter sentirsi tranquillo.
        Rispetto invece alla modalità più celere delle banche, non ne ho un esperienza personale, in quanto i prestiti che ho chiesto li ho sempre ripagati regolarmente, ma la mia compagna lavora in una grossa banca italiana e me ne ha parlato. Non ho ricevuto nessuna risposta rispetto alla questione morale e sociale, e mi sto convincendo che, se questa viene messa sulla bilancia con il costo della pratica legale, passi in secondo piano!

        • Tomaso says:

          @ vitaminico

          Se non emerge questo sentore allora non capisco di cosa si stia parlando, così come della cosiddetta “questione morale e sociale”, concetto molto ampio e che riguarda ben altri aspetti della vita comune.
          L’attività di recupero crediti stragiudiziale e giudiziale non si inventa, né si può basare su “sentito dire” piuttosto generici e quindi privi di quel confronto e critica costruttiva che eventualmente possono esser forieri di migliorie.

          • vitaminico says:

            Cercherò di usare altre parole e spero di essere più chiaro. Quello che sto cercando di farVi capire è che la Vostra procedura di recupero crediti è molto lenta e si susseguono operazioni forse poco incisive e che danno modo a chi non paga il proprio debito di rimandare fino a quando davvero non si sentirà all’angolo. A questo punto sono obbligato a fare riferimento a tempi specifici della banca che conosco, anche se speravo foste Voi a conoscerli! Cercherò di semplificare perchè la procedura è complessa e si adegua a seconda delle situazioni e dei cambiamenti che le operazioni fanno mutare. Passano 15-20 massimo dalla chiamata della banca al primo ritardo e vengono continuate per massimo 60 giorni. La pratica viene passata al legale interno che spedisce una lettera e dopo al max 90 manda avanti la pratica legale. Come potete capire dopo al massimo 150 gg avviene la pratica legale, Voi invece dichiarate 360 e se ricontrollate non sono un anno ma ben di più! Mi rendo conto di essere un pò agguerrito nello scrivere nel blog, ma siccome ho portato in Zopa e poi in Smartika tante persone ora mi sento rappresentante e portavoce di tutte. Ho sentito un tono un po’ polemico nella risposta e vorrei aggiungere che se sto cercando di dialogare con Voi è perchè vorrei che le cose potessero andare diversamente (e a nostro parere meglio).

          • Tomaso says:

            @ vitaminico

            Le procedure vengono redatte internamente e vagliate, e successivamente approvate, dagli organi di controllo che abbiamo.
            Per quanto riguarda l’attività di recupero crediti essa deve collimare e tenere conto, tra le altre cose, anche dell’esperienza, del know-how che le Società preposte allo scopo e che collaborano con noi forniscono: in termini pratici, risponde all’attuale modalità operativa comune e consolidata (anzi, forse è addirittura più rapida). Rispondendo all’esempio riportato, molto generico,che non riporta alcun tipo di attività domiciliare nei confronti del debitore (il cuore delle azioni di recupero), che non evidenzia di quale prodotto si stia parlando (prestito personale, prestito finalizzato, mutuo, anticipo fatture, etc.) nonché dell’importo arretrato da recuperare, riporto il link dei clienti di una di esse http://www.sicollection.it/i-nostri-clienti/: come vedrai ci sono primari Istituti di Credito che, nell’ambito del recupero, cercano di minimizzare le procedure giudiziali e le effettuano, in alcuni casi, per importi rilevanti, se con potenziale esito a loro favore, solo dopo che diverse attività stragiudiziali hanno avuto esito negativo.
            Infine, nessuna polemica: semplicemente l’argomento è delicato e molto, molto più complicato di quello che può apparire da una facile prima lettura qualora non si sia particolarmente addentro alla questione, con il rischio di fornire indicazioni non corrette e parziali che dobbiamo cercare poi “tamponare” a mo’di rassicurazione.

      • Gabriele says:

        Però come vedete non si tratta di un singolo utente a dirvelo, quindi purtroppo è quello che state facendo trasparire a molti prestatori.

        Io cercherei, senza fare polemiche, di fare un esame di coscienza per capire dove la vostra strategia, anche comunicativa per quanto riguarda i prestiti in essere, stia peccando.

        • Tomaso says:

          @ Gabriele

          Un’esame di coscienza? Con tutto il rispetto, le parole vanno pesate.
          Quanto al tema del discorso, tecnico e specifico, più volte ho ribadito che con Smartika nessuno potrà sentirsi libero di prendere del denaro pensando di “farla franca” a priori.

  • trecalzini says:

    be’ forse una rondine non fa’ primavera, ma leone74 un “mio” debitore che non pagava da 2 anni ha ripreso a versare. Forse direte ancora che sono fortunato ma questo conferma la mia tesi che non è corretto calcolare i ritardi come perdite fintanto che non sono dichiarati come tali da smartika.
    un’altra cosa . Ai “colleghi” prestatori che insistono per conoscere nel dettaglio le strategie di recupero: io ritengo che sia un’emerita baggianata . Premesso che apprezzo moltissimo lo staff per la trasparenza dimostrata, ma era proprio necessaria? Come è stato fatto , giustamente, notare in un altro post (ma con intento opposto) a questo punto i “furbetti” sanno ancor meglio come svicolare per non pagare! Cortesemente, o ci fidiamo di smartika (e li lasciamo lavorare anche in silenzio) oppure andiamo da un’altra parte. Grazie (ps io mi fido)

    • Gabriele says:

      @trecalzini
      Fossi in te comprerei un biglietto della lotteria Italia…magari vinci.
      Comunque ti spiego per l’ennesima (e spero ultima) volta che nessuno uguaglia un “non incassato” o un “in ritardo” a una PERDITA dal punto di vista meramente formale, semplicemente (io e forse molti altri) preferiscono considerare le somme in ritardo come specchio della situazione attuale e come monito per il futuro. Del resto, come è sicuramente vero che un ritardatario può ritornare a pagare, è altrettanto vero che un richiedente in ordine con i pagamenti può cominciare a non pagare. Questo per dire che NON è nemmeno corretto considerare chi paga un perfetto richiedente (se non a fine prestito)! Eppure io considero il capitale atteso come sicuro!
      Se vuoi, alternativamente, si potrebbe considerare come perdita una percentuale del capitale in ritardo.. magari l’80%.. poi però bisognerebbe considerare come possibile perdita futura anche una percentuale di chi sta pagando.. magari il 5%. Siccome io non ho in mano le statistiche Smartikiane riguardanti le percentuali di insolvenze attese, recuperate, non recuperate, ecc.. né avrei voglia di utilizzare i miei pomeriggi a creare modelli o fare calcoli statistici e probabilistici, continuo a considerare il capitale atteso come sicuro entrante e i ritardatari come sicure perdite…poi se tutti i miei ritardatari vengono recuperati ben venga, per ora dei ritardi Zopa conclusi ho perso il 98% del capitale

      • Tomaso says:

        @ Gabriele

        Delle posizioni Zopa hai perso il 98% della quota residua di capitale non corrisposto, non tutto il capitale investito.

        • Gabriele says:

          @Tomaso

          Certo, il 98% del capitale che era in ritardo da 4/5 anni. Il discorso verteva su quello (ritardi = perdite). Mi sono espresso male.

      • trecalzini says:

        ok concordo con te sul fatto che è “plausibile” considerare perdite i ritardi oltre 4/5 anni. Pero’ questo ESCLUDE tutta la gestione Smartika (siamo solo tra anziani zopisti).
        Un invito a tutti: ZOPA è il passato, ragioniamo sul presente.
        In Smartika i “ritardatari” (al max di qualche mese) sono pochissimi (ottima selezione iniziale) e quasi sempre sono “sospensioni di pagamento” e non ritardi (e quindi “perdite” (per me 5 ritardi , per smartika, su 7, stanno pagando regolarmente).
        Quindi su smartika il discorso ritardi = perdite probabili (almeno per ora) non ha senso!.
        (PS: da zopa oggi ho visto anche “ecentin” che sta ripagando)

        • Gabriele_originale says:

          Ti ripeto che con Smartika (per il mio personalissimo caso) sto facendo peggio che con Zopa, meglio che ragiono sul passato perchè il presente è ben più nero..!!! I ritardi saranno pochissimi per te, non per me e molti altri come me, io ho riportato i dati globali oltre a quelli personali. In ogni caso quando una persona valuta un investimento, non solo verifica la situazione attuale, ma se possibile fa una proiezione futura. Io non battezzo i ritardi=perdite, diciamo che preferisco vedere il bicchiere mezzo vuoto, tu quello mezzo pieno, ma sempre di mezzo bicchiere staimo parlando.

          P.S.: invito nuovamente il Team a riportare periodicamente i dati globali/aggregati di tutta la gestione Smartika, riguardanti il totale guadagno al NETTO di commissioni, acconti IRPEF e perdite, e il totale del capitale in ritardo nello stesso istante. Grazie

          • Tomaso says:

            Aggiungeremo nelle statistiche che pubblicheremo oggi il totale degli interessi corrisposti al netto della ritenuta d’acconto.
            Tutti gli altri dati sono puramente soggettivi e devono riguardare il portafoglio di ogni singolo prestatore desumibile all’interno di MySmartika

    • leonardo c says:

      “be’ forse una rondine non fa’ primavera, ma leone74 un “mio” debitore che non pagava da 2 anni ha ripreso a versare. ”

      non ritengo sia una “coincidenza”: e il problema è proprio questo… alcuni richiedenti hanno ripreso a pagare quando Zopa/Smartika si è rifatta viva (in ogni caso tanto, troppo tardi) sollecitando i pagamenti!
      da tempo molti prestatori si chiedevano se molti richiedenti non ci avessero “provato”, interpretando il silenzio come un “limbo”… e questa è una risposta.

  • mark_born says:

    Chiedo scusa, potete cortesemente confermarmi -anche se, in realtà, spero di sbagliarmi- che, nel caso in cui il debitore non risponda ai tentativi stragiudiziali di contatto e/o sottoponga un piano di rientro, l’unica attività da voi effettuata o richiesta a terze società di recupero consiste nel ricorso al procedimento di mediazione civile??
    Mi permetto di osservare che quanto avete detto sopra a proposito della mediazione non è corretto: ove si azioni in giudizio un credito liquido ed esigibile (lo diventa dopo la risoluzione del contratto comunicata -immagino- in uno con la decadenza dal beneficio del termine) in forza di documentazione scritta non è affatto richiesto dalla legge il preventivo ricorso alla mediazione civile, potendosi agire immediatamente con il procedimento ingiuntivo (che, appunto, non necessita di previo esperimento della mediazione).
    Ciò premesso, a parte la mediazione (cui il debitore può aderire o meno, non essendovi obbligato) che, è vero, produce un titolo esecutivo (sempreché, come detto, il debitore vi abbia aderito), non è vs. intenzione agire giudizialmente per il recupero del credito?
    Se così è, che senso ha suddividere i debitori in classi sulla base delle garanzie patrimoniali quando queste non vengono mai escusse? In questo modo (e con la pubblicazione del post di cui sopra) è come dire ai debitori “pagate cattivoni, altrimenti…. non vi faccio nulla se non importunarvi al telefono….”.
    Resto in attesa di un cortese riscontro.
    Cordialmente.

    • Tomaso says:

      @ mark born

      Ogni caso verrà vagliato in relazione alla posizione del debitore (attività lavorativa svolta,cespiti pignorabili, pendenze con altri Enti, procedimenti in corso, riscontro reddituale aggiornato) e al credito vantato: nei nostri intenti c’è quello di spingere molto sulla mediazione riservandoci anche la possibilità di adire le vie giudiziali.
      Quanto alla mediazione esiste la possibilità che un Giudice possa non solo consigliare ma anche ordinare alle parti di procedere con tale iter ante procedimento.
      Non abbiamo assolutamente il desiderio di far sì che chi non ha ottemperato al pagamento di quanto pattuito “possa farla franca”: con razionalità e tenendo conto, comunque, degli oggettivi limiti che in alcuni casi la giurisprudenza palesa quando si cerca di far valere i propri diritti, effettueremo tutto ciò che riterremo opportuno di volta in volta affinché ciò avvenga.

      • leonardo c says:

        sì ma io mi chiedo, e forse la richiesta era intrinseca anche nel post di “mark_born”, quanto possiamo considerare “garanzia” anche il possesso di un immobile se poi ci sentiamo rispondere che è troppo onerosa la procedura di recupero (e di conseguenza la validità delle griglie di scoring)?
        a questo punto l’immobile di proprietà diventa una mera informazione come potrebbe essere “colore degli occhi”…?

        • Tomaso says:

          @ leonardo c

          La garanzia di un immobile in sè e per sè è sempre da valutare nel dettaglio: se ad esempio su di esso è iscritta ipoteca la nostra azione giudiziale può valere a poco se altri Enti hanno appunto la forza di un’ipoteca a loro favore.
          L’esser titolare di immobile, invece, decreta solitamente una maggiore affidabilità intrinseca nell’adempiere ai pagamenti previsti.

          • leonardo c says:

            quindi non da intendere come “garanzia” quanto più come un “indice”…

  • Donato says:

    salve,
    fra i miei 6 ritardi gradirei ottenere qualche aggiornamento sui 3 che vi elenco:

    ramon04, ultima rata pagata il 04/04/14. Aprendo la sua scheda non vedo nessun aggiornamento. Perchè?

    vmax99 ultima rata pagata il 14/04/14. Questo è il suo ultimo aggiornamento: —-> 26/09/2014 Abbiamo inoltrato al debitore la lettera di decadenza del beneficio del termine.
    ci sono novità?

    cyanogens4 unica rata pagata il 09/10/14. Questo è il suo ultimo aggiornamento: —-> 26/09/2014 Abbiamo inoltrato al debitore la lettera di decadenza del beneficio del termine.
    ci sono novità?

    Infine monobar è aggiornato al 6 novembre e quindi mi sta bene mentre alex301990 e luigielia sono ritardi recenti e quindi mi aspetto che vengano aggionati entro la fine del prossimo mese

    Saluti
    Donato

  • Gabriele says:

    Vi do la mia opinione dopo aver letto l’articolo e alcuni dei commenti del team di Smartika.

    A me è parso che si faccia solo affidamento al recupero crediti stragiudiziale, ossia se il debitore paga chiedendoglielo bene, altrimenti lo segniamo come perdita perché le azioni legali costano troppo.

    Spero vivamente che non sia così perché sarebbe davvero un segnale pessimo da parte di Smartika per noi prestatori (spero infatti di venir smentito).

    P.S. (12 mesi circa dalla dal primo ritardo di pagamento) ha un “dalla” di troppo 🙂

    • Tomaso says:

      @Gabriele

      Ribadisco ancora una volta che ogni azione svolta è nel primario interesse di tutelare quanto più possibile il denaro dei prestatori: le azioni giudiziali non sono costose in sé e per sé ma lo sono se raffrontate ai tempi della giustizia – civile e penale – e sull’incertezza di riuscire ad arrivare ad una conclusione positiva per chi cerca di tutelare i suoi giusti interessi recuperando anche il denaro corrisposto allo scopo.
      Segnalo, per concludere, che la Mediazione Civile ha come fine, tra gli altri, quello di cercare di risolvere contese senza “intasare” i Tribunali, è obbligatoria e rappresenta, qualora venisse disattesa negli impegni da parte del debitore, un titolo esecutivo vero e proprio da far valere in sede giudiziale.

  • Presidente says:

    Gentilissimi,

    dopo qualche post di critica (costruttiva),
    vorrei esternarvi apprezzamento per questo rinnovato sforzo di informazione e aggiornamento.
    Vi invito a continuare su questa strada pur sapendo che vi costa tempo e energia.
    E’ un primo passo, positivo
    Continuate in questa direzione che e’ apprezzato.
    saluti

  • m_romagnoli says:

    Per quanto riguarda i piani di rientro: non si potrebbe avere qualche dettaglio?
    Ci sono diverse posizioni che riportano un’indicazione “Il richiedente sta corrispondendo un piano di rientro”, ma senza il riscontro di alcun nuovo pagamento anche a distanza di mesi da tale indicazione.
    La stessa richiesta per i pagamenti a stralcio che spesso rimangono in un limbo indefinito.

    Grazie.

    • Tomaso says:

      @ m_romagnoli

      Ritengo faccia riferimento alla posizione di topo15, debitore Zopa, che da alcuni mesi a questa parte è completamente irrintracciabile e per il quale ritengo ogni forma di recupero non sia più fruttifera

      • m_romagnoli says:

        Faccio riferimento a diverse posizioni (Barbome è un altro esempio) in cui lodevolmente indicate un accordo con il richiedente in difficoltà, ma non dando alcun dettaglio non è possibile avere la percezione se il lungo silenzio sia concordato o meno (vedi topo15 sigh!).
        Correttamente avete tutto in mano voi, ma da questo lato non c’è alcuna possibilità di comprendere il reale stato.

        • Tomaso says:

          @ m_romagnoli

          Nel dettaglio, per la posizione di barbome riporto quanto comunicatoci dalla Società che ha in gestione la posizione
          “…Cliente propone un saldo e stralcio per totali euro 1.119,00 attraverso 6 versamenti mensili dalla fine di Novembre di euro 186,48 cad….”

          Come già segnalato in precedenza nell’arco di questa settimana ogni posizione sarà aggiornata.

  • EUROGEN - prestatore pioniere ZOPA says says:

    Grazie, da quant’è che avete riaperto come Smartika?

    • Tomaso says:

      L’autorizzazione di Banca d’Italia è del Febbraio 2012; i primi prestiti vennero erogati il mese successivo

      • EUROGEN - prestatore pioniere ZOPA says says:

        Appunto, il che significa che non abbiamo avuto tale informazione sulle procedure da voi seguite per più di due anni e mezzo.

        • Tomaso says:

          @ Eurogen

          Le sofferenze non si rilevano dalla data di apertura dell’attività ma da quando i primi richiedenti hanno palesato conclamata difficoltà nei pagamenti.
          Detto questo, riprendendo quanto riportato nel post e ribadisco che si cerca, nell’ambito del mondo del credito, di evitare quanto più possibile le azioni legali.

          • EUROGEN - prestatore pioniere ZOPA says says:

            Ok, ma io parlo della procedura di gestione che avete diffuso, non dal fatto che lo stato di sofferenza si palesi in là nel tempo. Devo però dirvi che ritengo francamente che per evitare azioni legali vi siate segati le gambe da soli in termini di prescrizione di alcuni reati come l’insolvenza fraudolenta o la truffa, avete cioè perso la partita per aver atteso troppo nel giocare le carte.

          • Tomaso says:

            @ Eurogen

            Credo stia facendo molta confusione, in particolar modo quando parli di prescrizione e del fatto che si possa aver atteso troppo tempo.
            La possibilità di adire le vie giudiziali nei casi in cui si conclamino i reati penali di insolvenza fraudolenza o truffa è prevista nelle nostre procedure, allorquando, ovviamente, questi reati si configurino.
            Per l’insolvenza fraudolenta è necessario che la querela venga depositata entro tre mesi dall’esito negativo dell’esecuzione forzata intentata contro il cliente (in parole povere, è necessario prima arrivare sino in fondo al procedimento civile); pertanto, qualora ritenessimo che tale reato possa esser stato compiuto, bisogna attendere tutti i tempi della giustizia civile prima, con i relativi costi da sostenere, e poi quelli penali, con costi ancora più elevati.
            Relativamente alla truffa è necessario inserire anche la casistica relativa alla frode: se la prima, nel mondo del credito, è spesso dipendente dall’aver fornito documentazione mendace, la seconda riguarda sempre più soventemente il furto di identità (in totale, 26000 casi nel 2013 per un volume di euro 162 milioni).
            In definitiva, se finalizzate esclusivamente al recupero del credito, tutte le attività giudiziali di cui sopra portano generalmente scarsissimi risultati: anzi, effettuando un rapporto costi/benefici il risultato è, per usare, un eufemismo, eccessivamente deludente; la denuncia, invece, serve a far sì che il soggetto sappia che il suo illegale comportamento, quantomeno per l’insolvenza fraudolenta e la truffa, non rimanga completamente impunito.

            Concludo segnalando che Smartika, oltre ad esser regolamentata da Banca d’Italia, ha al suo interno anche una struttura di compliance volta a definire tutte le attività concernenti l’ambito legale, a tutela del denaro dei prestatori; pertanto, ogni attività di questo tipo, prima di esser intrapresa, viene vagliata nel dettaglio, con conoscenza della materia, molto più complessa di quello che potrebbe apparire, e professionalità.


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