Il ruolo della community

Riflessioni a ruota libera sul ruolo della community nel social lending e, più in generale, nel crowdfunding (qui) .

Sono state scritte principalmente pensando alla nostra community, quindi siete voi i migliori giudici …

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Pubblicato in off topic?

9 Risposta a “Il ruolo della community”

  • MDRV59 says:

    Dopo poco che mi ero sposato, in disaccordo con la mia famiglia per la mia giovane età, nel lontano 1980, avevo 20 anni e già da quattro lavoravo in uno studio tecnico, da due ero diplomato, avevo pagato i mobili, l’auto, la televisione ed avevo circa 50.000 £. di risparmio medio mensile che investivo in buoni postali.
    Volevo qualcosa di più redditizio, fare un salto di qualità, investendo i miei risparmi nei più appetibili BOT e CCT.
    Decisi di rivolgermi al MPS per un prestito onde ottenere la liquidità necessaria.
    Qualche amico, mi consigliò, di motivare diversamente la richiesta di prestito, facendo emergere delle necessità impellenti, anche sè inesistenti, al fine di ottenere con facilità il prestito richiesto.
    Quando andai in banca con la mia richiesta di prestito, il funzionario mi chiese:
    – Dovete comprare mobili? risposi di no!
    – Dovete comprare l’auto? risposi di no!
    – Dovete consolidare dei debiti contratti? risposi di no!
    Feci presente che mi servivano per effettuare l’acquisto di buoni o certificati di deposito statali.
    Vidi che contrariato, andò dal Direttore di filiale, parlarono un pò e poi venne da me il Direttore.
    – Insomma, ma a cosa vi serve il prestito? Gli spiegai che mi servivano per investirli in titoli di Stato, altrimenti, ci sarebbero voluti 100 mesi per raggranellare il denaro che mi serviva.
    – Noi non prestiamo i soldi per far fare a Lei l’investimento, preferiamo farlo Noi! e se ne andò.
    Decisi, allora, che non avrei mai più comprato qualcosa in contanti, tutto a debito, e che le banche non avrebbero più visto un becco di un quattrino.
    Chiaramente, ci sono state delle eccezioni ma MPS non mi ha più rivisto.
    Dare credito ai giovani, certamente in maniera accorta, è necessario, altrimenti saranno relegati a non progredire.
    La migliore ricetta è quella di passare da una cultura del debito, alla cultura del risparmio, sostenendo, anche, pratiche di rientro più flessibili.
    Questo, per me, rappresenta Smartika.
    Stabilire un profilo di entrata, così come suggerito da nikimi, e per durate, anche, più lunghe di 48 mesi, con in più una maggiore comprensione, oltremodo necessaria, in questo periodo di crisi, trova, in me, un fervido sostenitore.

  • Morgan says:

    xCarlo.

    Quando avete tempo, potete mettere la possibilità di mettere in share oltre che twitter e facebook anche linkedin ?
    Ritengo che sia un network più fruttuoso per trovare nuovi prestatori o acquisire ulteriore visibilità.
    Grazie, Morgan

  • Alex says:

    Salve,
    strano che nella community nessuno voglia commentare questo articolo, eppure i punti toccati sono tanti e stimolanti….
    … anche perchè le stesse indicazioni dell’articolo dovrebbero trovare maggior spazio nella “nostra” community.
    In particolare mi riferisco al blog che pur essendo un canale di comunicazione UTILISSIMO, rimane poco bidirezionale e finisce per “dirigere” il contenuto delle interazioni.
    Certamente è vero che una comunity in formazione e crescita (speriamo) necessita di una guida, tuttavia affiancare al blog un forum in cui i treads possano essere scelti dagli utenti favorirebbe la comunicazione “orizzontale tra chi aderisce”. evidenziando i veri interessi (e dubbi) degli utenti.
    Un altra interessante opportunità potrebbero essere dei tutorial per la gestione dei propri investimenti che, magari con simulazioni specifiche, chiariscano come regolare i vari parametri secondo le proprie priorità ed evitare errori banali (tassi non remunerativi e/o esclusioni di mercati potenzialmente interessanti….) pagati poi a caro prezzo.
    E’ chiaro che per molti il piacere del crowdfunding potrebbe essere proprio in queste sperimentazioni, ma anche solo per verificare la ragionevolezza delle proprie scelte i tutorial avrebbero la loro giustificazione.
    Anche i social network ovviamente sono un canale importante per espandere il bacino delle persone interessate, e forse in questa direzione ci si è mossi per tempo.
    Un esempio esterno e molto avanzato, è Kiva, che al di là di una evidente differenza di intenti offre però una piattaforma incredibilmente articolata e stimolante… anche troppo ed inoltre in CONTINUO cambiamento tanto da richiedere continue “esplorazioni” .
    Alex

    • esquilino says:

      Penso che non si tratti di disattenzione o cattiva volontà la mancanza di commenti al post del blog.
      L’ho letto e condivido in larga parte quel che ho letto. In altri post ho cercato di incontrare il senso dell’affermazione secondo la quale l’elemento chiave di un progetto come Smartika sottintende “una community ben identificabile e coesa che si aggreghi intorno all’idea che si vuole promuovere e finanziare”.
      La “comunità” – giustamente – si aggrega, l’idea di fondo è sufficientemente chiara e condivisibile, un forte senso di consapevolezza si auspica a partire da informazioni qualitativamente rilevanti: un ” tutorial per la gestione dei propri investimenti ” è gradito, ma perfettamente inutile se non è accompagnato da una chiara ed inequivocabile dichiarazione dei criteri di assegnazione dei finanziamenti.
      Se io fossi un intermediario tra un cliente, dal quale raccolgo richieste, informazioni e provviggioni, e un ente bancario, che dovrà metterci il suo denaro nella speranza di vedere remunerato il suo impegno e dovrà pagarmi la parcella, ritengo che quest’ultimo avrebbe tutto l’interesse a conoscere in modo trasparente e con dettagli importanti le motivazioni che mi spingono a presentargli un cliente come “finanziabile” secondo un certo profilo di rischio e mi sentirei spinto a fornire tutti i particolari utili perché il mio finanziatore non ci ripensi.
      Ritengo che una “comunità” di finanziatori, prendendo il posto dell’ “ente bancario”, abbia gli stessi interessi. A meno di non ricadere nel passato errore della “finanza creativa” che voleva far denaro semplicemente seminando denaro (insomma, tipo gli zecchini d’oro di Pinocchio piantati nel Campo dei Miracoli 😉 )
      Alla prossima.

      • Carlo says:

        questo commento è di stimolo per ripercorrere insieme, con maggiori dettagli, il processo di scelta dei richiedenti ed eventuale erogazione del prestito.
        Le fasi sono due:
        – online viene preapprovato il prestito, in base al criterio del merito creditizio e a seguito dell’interrogazione al credit bureau, attraverso delle griglie, a cui corrispondono le classi, scelte confrontandoci con il bureau stesso. La griglia è tale da intercettare persone solo con buona storia creditizia (ci rivolgiamo a un settore “prime”), per ogni classe è previsto in modo statistico il tasso di insolvenza attesa (che viene aggiunto al rendimento chiesto dal prestatore). La bontà della griglia che stiamo utilizzando può essere rilevata dalle statistiche presentate sul blog. In definitiva, in base a questo primo criterio, su 100 richieste che ci giungono ve ne presentiamo 22 come finanziabili. L’unico nostro rammarico è che dobbiamo escludere persone senza storia creditizia per le quali non abbiamo attualmente soluzioni.
        – gestione della richiesta in backoffice: delle pratiche finanziabili solo una parte giungono all’analisi documentale, in quanto una parte dei richiedenti rinuncia per a) tentativo senza scopo reale b) tasso non gradito c) ha trovato un’altra soluzione (eg. familiari) d) è da noi declinata perchè non viene fornita la documentazione richiesta. Sulla parte dei richiedenti che hanno fornito la documentazione vengono fatti tutti i controlli antifrode e l’analisi della situazione finanziaria per garantire ai prestatori che sia in grado a sostenere la rata (tra i documenti più probanti è l’analisi dell’estratto conto bancario degli ultimi tre mesi). Vengono fatte verifiche sul motivo del prestito, fermo restando che non essendo finalizzato l’effettivo utilizzo del denaro è certo solo per il caso di consolidamento debiti, e usiamo molti altri accorgimenti che ovviamente, a tutela dei prestatori, è meglio non rendere pubbliche prima di arrivare all’approvazione definitiva. Delle 22 pratiche finanziabili si tramutano in definitiva in prestito il 25%.

        Tutto questo per dire che vi presentiamo persone che riteniamo finanziabili quando entrano in fase di assegnazione e che sono finanziate dopo attenti controlli. Attenzione però che il nostro sistema, come tutti i social lending di successo si base sulla scelta da parte del prestatore della tipologia di richiedente basata sul merito creditizio. Se su Lending Club, Prosper, Zopa etc sono stati erogati più di 1 miliardo di dollari nel 2012, non è stato certo fatto presentando il richiedente uno a uno … Il metro di giudizio per un prestatore è il tasso di insolvenza rispetto a quello previsto.

        Carlo – Smartika Team

        • nikymi says:

          “L’unico nostro rammarico è che dobbiamo escludere persone senza storia creditizia per le quali non abbiamo attualmente soluzioni.”

          suggerimento..:
          posto che abbiano un reddito annuo continuativo certificato da cud lordo di almeno 15000 euro negli ultimi 2 anni ed abbiano depositi bancari medi pari ad almeno 3000 euro , create una classe apposta , chiamiamola E ( come entry), finanziate importi fino a 2500 euro da rimborsare in 36 mesi e gli proponete tassi di almeno 150 punti base più alti della classe c a 36 mesi.

          così noi non rischiamo con soggetti non abituati ai debiti , voi sottraete clienti al ricco mercato delle carte revolving (unico modo per soggetti privi di storia creditizia per ottenere credito) e loro non vengono strangolati dai tassi di interesse assurdi di quelel carte (hanno un taeg medio del 20 %)

          • Carlo says:

            grazie del suggerimento, è molto simile a quello che avevamo in mente (a parte il deposito bancario medio)

            Carlo – Smartika Team

    • Lorenzo says:

      Secondo me è meglio un forum indipendente da Smartika.
      Per esempio esiste http://www.prestitosociale.com che ancora non è decollato ma che se potesse essere popolato da qualche utente di queto blog sicuramente sarebbe ottimo per tutto il movimento e per Smartika stessa!

      Che ne dici?


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